Petizione di change.org

Diretta a ministero della difesa ed a 2 altri

Promuova percorsi didattici capaci di educare alla Pace ed alla risoluzione

nonviolenta dei conflitti e condanni esplicitamente ogni iniziativa che abbia a coinvolgere

alunni della scuola nell'uso delle armi.

 

Sono frequenti gli episodi in cui alunni, anche della scuola primaria (6-10 anni), vengono invitati a visitare caserme delle Forze Armate ed effettuare prove di tiro a mano armata.     Alla scuola frequentata da mio figlio è capitato in concomitanza con

la Festività del 4 Novembre. Durante la visita presso la Caserma De Gennaro di Forlì ai bambini partecipanti è

stata consegnata un'arma ad aria compressa con la quale cimentarsi nel "tiro al bersaglio" (così è stato definito nei documenti

ufficiali dell'Istituto e così è stato confermato con risposta scritta all'interrogazione parlamentare presentata a proposito dal

Ministro della Difesa che dichiara "...con riferimento alla visita presso la caserma «De Gennaro» di Forlì, lo Stato Maggiore dell'Esercito ha comunicato che fra le varie attività promozionali poste in essere 

per rendere più interessante tale iniziativa,

era stata realizzata una linea tiro presso la quale poter far provare ai visitatori pistola e fucile ad aria compressa. 

(...segue)

 

 

 

 

Appello

Basta stragi di vite, dignità e diritti
in spirito di fratellanza
E’ venuto il tempo di riprendere in mano la bussola dei diritti umani e fare i conti con le nostre responsabilità

Non c’è pace senza diritti. Non ci sono diritti senza responsabilità. Di fronte a quello che sta succedendo nel mondo non bastano più le denunce: serve una nuova e più ampia assunzione di responsabilità.
Responsabilità contro l’indifferenza. Responsabilità contro l’ipocrisia. Responsabilità contro la rassegnazione.
In un tempo segnato da tanto orrore e dall’arbitrio dei più forti, dobbiamo riprendere in mano la bussola dei diritti umani e riaffermare con forza quanto sta scritto nella Carta comune dell’umanità: “Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.
Con questo spirito, alla vigilia del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, diciamo basta all’egoismo, alla guerra e alla competizione. Se davvero vogliamo mettere fine alla violenza e alle stragi continue di vite umane, dignità e diritti, se davvero vogliamo scongiurare un’ulteriore compressione degli spazi di libertà, democrazia e diritti e risolvere le crisi epocali che incombono dobbiamo adoperare la nostra intelligenza, la nostra creatività, il nostro tempo e le nostre risorse per prenderci cura gli uni degli altri, ripensare il nostro modo di vivere assieme, proteggere la nostra casa comune e realizzare tutti i diritti umani per tutti.
Dobbiamo accrescere la consapevolezza delle responsabilità che condividiamo. Non basta rivendicare i diritti: dobbiamo fare i conti con le nostre responsabilità. Gli esempi positivi non mancano. Dobbiamo illuminarli, seguirli, moltiplicarli. Serve un nuovo coraggio civico e politico. Occorre diffondere una nuova cultura politica nonviolenta dei diritti umani. Dobbiamo educarci ed educare in modo sempre più efficace alla pace, ai diritti umani e alla cittadinanza glocale responsabile.
Abbiamo bisogno di una visione e una mobilitazione comune, di iniziative e azioni comuni. Abbiamo bisogno di donne e uomini di pace che agiscono in spirito di fratellanza.   *  *  *     Con questo spirito e questi obiettivi, ti invitiamo ad aderire al Comitato Nazionale per il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Il Comitato si propone di:

1. sviluppare un’azione straordinaria di educazione, formazione, informazione e impegno per i diritti umani sollecitando una più ampia assunzione di responsabilità di ogni persona e istituzione, delle scuole e dell’università, degli enti locali e regionali, dei media, delle associazioni, del mondo della cultura, del governo e del Parlamento;
2. promuovere l’impegno, il protagonismo, la creatività e i comportamenti dei giovani in difesa e per la realizzazione dei diritti umani anche in relazione allo sviluppo delle competenze sociali e civiche necessarie per affrontare le sfide del nostro tempo;
3. promuovere l’impegno dei giornalisti, del mondo dell’informazione e, in particolare, del servizio pubblico radiotelevisivo RAI nella difesa e promozione di “tutti i diritti umani per tutti”;
4. promuovere l’impegno degli Enti Locali e delle Regioni per l’attuazione dell’agenda politica locale dei diritti umani favorendo il coinvolgimento dei cittadini e rilanciando la diplomazia delle città;
5. promuovere l’impegno dell’Italia e dell’Unione Europea nella realizzazione dell’agenda politica dei diritti umani.
Tavola della Pace, Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Centro Diritti Umani dell’Università di Padova, FNSI, Cipsi, Articolo 21, Rete della PerugiAssisi (prime adesioni)


Invia subito la tua adesione alla Tavola della Pace, via della viola 1 (06122) Perugia - Tel. 335.6590356 - 075/5736890 - fax 075/5739337 email adesioni@perlapace.it - www.perlapace.it

 


 

Ai Presidenti e responsabili delle associazioni e organizzazioni in indirizzo


Oggetto: In spirito di fratellanza - Aderisci all’Appello e al Comitato nazionale per il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani


Egregio Signor Presidente,
di fronte a quello che sta succedendo nel mondo non bastano più le denunce: serve una nuova e più ampia assunzione di responsabilità.
In un tempo segnato da tanto orrore e dall’arbitrio dei più forti, dobbiamo riprendere in mano la bussola dei diritti umani e riaffermare con forza quanto sta scritto nella Carta comune dell’umanità: “Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.
Per questo, La invitiamo a sottoscrivere l’appello “In spirito di fratellanza” e ad aderire al Comitato nazionale per il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
L’obiettivo è promuovere insieme a tutte le donne e gli uomini, le associazioni, gli Enti Locali, le scuole, le università, i media, le organizzazioni laiche e religiose interessate un’azione straordinaria di educazione, formazione, informazione e impegno a favore dei diritti umani.
Contro l’indifferenza, l’ipocrisia e la rassegnazione, contiamo su di Lei!
Fraternamente

Flavio Lotti Coordinatore
Perugia, 15 settembre 2017
Per comunicazioni: Tavola della Pace, via della viola 1 (06122) Perugia - Tel. 335.6590356 - 075/5736890 - fax 075/5739337
email segreteria@perlapace.it - www.perlapace.it

 

UN'INIZIATIVA NECESSARIA. UN APPELLO A TUTTE LE PERSONE DI VOLONTA' BUONA.

CON PREGHIERA DI SOTTOSCRIZIONE E ULTERIORE DIFFUSIONE

 

La barbarie razzista in Italia cresce soprattutto perché vi sono forze politiche guidate da inquietanti demagoghi che la promuovono, e non pensano che la barbarie che per meschini ed ignobili calcoli suscitano ed alimentano produrrà inevitabilmente violenza e disperazione, sofferenze crescenti a innumerevoli innocenti, e può trarre a rovina il nostro paese come già accadde con
il fascismo (restano indimenticabili le riflessioni che Hannah Arendt svolse ne Le origini del totalitarismo).

Vi è un modo per sconfiggere la barbarie razzista che monta: riconoscere subito il diritto di voto a tutte le persone residenti nel nostro paese.

*

Innanzitutto il diritto di voto nelle elezioni amministrative: come proposto dall'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia che da anni ha predisposto un progetto di legge recante "Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di
elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalità". E almeno sul diritto di voto per tutti i residenti nelle elezioni amministrative nessuna persona onesta e ragionevole può aver nulla da obiettare.

Ebbene, almeno alla Camera dei Deputati, dove i parlamentari non razzisti sono ancora sicuramente la maggioranza, si porti immediatamente alla discussione e al voto il progetto di legge elaborato dall'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia e lo si approvi: sarebbe un atto di democrazia, di civiltà, di resistenza alla disumanità.

*

Ma anche, e decisivamente, il diritto di voto nelle elezioni politiche: anni addietro con modifica costituzionale si riconobbe tale diritto anche ai discendenti di famiglie italiane che vivono in altri paesi del mondo, persone che talvolta non hanno mantenuto nessun concreto significativo legame con l'Italia e che talvolta pressoché tutto ignorano della reale situazione italiana odierna; ebbene, a maggior ragione tale diritto deve essere riconosciuto a tutti coloro che in Italia stabilmente vivono, in Italia lavorano e pagano le tasse, contribuiscono concretamente al benessere del nostro paese.

*

Chi scrive queste righe molti anni fa coordinò per l'Italia una rilevante campagna di solidarietà con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano.

Sostenevo allora che l'apartheid non era un residuo del passato, ma un progetto per il futuro, per imporre la barbarie razzista sull'umanità intera; e quindi l'eroica lotta antirazzista dei nostri fratelli e delle nostre sorelle in Sudafrica stava difendendo anche la nostra libertà, la nostra dignità umana, e pertanto non eravamo noi ad essere solidali con loro, ma loro che lottavano per difendere tutti noi, per l'umanità intera. Il regime dell'apartheid è stato sconfitto in Sudafrica, ma si sta imponendo in Europa. Aveva ben ragione Bertolt Brecht quando scriveva che i popoli del mondo avevano sconfitto il nazismo, ma il ventre di quella bestia era ancora fecondo.

*

La democrazia si difende con la democrazia, e il suo principio fondamentale è "una persona, un voto".

A chi condivide queste considerazioni chiedo di sottoscrivere e diffondere la richiesta che il Parlamento italiano legiferi il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia, così come è scritto nell'"appello all'Italia civile" promosso da innumerevoli illustri personalità, primi firmatari padre Alessandro Zanotelli e la partigiana e senatrice emerita Lidia Menapace, appello che testualmente recita:

"Un appello all'Italia civile: sia riconosciuto il diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia.

Il fondamento della democrazia è il principio "una persona, un voto"; l'Italia essendo una repubblica democratica non può continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui.

Vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano.

Una persona, un voto. Il momento è ora".

Per adesioni: centropacevt@gmail.com, crpviterbo@yahoo.it

Per dare notizia delle adesioni ai presidenti del Parlamento:

- on. Laura Boldrini, Presidente della Camera: laura.boldrini@camera.it

- on. Pietro Grasso, Presidente del Senato: pietro.grasso@senato.it

*

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Occorre opporsi alla barbarie razzista.

Occorre difendere la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani.

Una persona, un voto.

 

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

che coordina l'iniziativa dell'appello all'Italia civile "Una persona, un voto",

concludendo oggi un digiuno nonviolento

 

Viterbo, 20 luglio 2017

 

Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532,

e-mail: crpviterbo@yahoo.it, centropacevt@gmail.com

 

Una minima notizia sull'estensore di questa lettera

 

Peppe Sini ha fondato negli anni '70 del secolo scorso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo. Negli anni '80 ha coordinato in Italia la principale campagna di solidarietà con Nelson Mandela allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Ha organizzato il primo convegno nazionale di studi su Primo Levi all'indomani della scomparsa del grande testimone della dignità umana. Dal 2000 redige il notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza è in cammino". Coordina l'iniziativa dell'appello all'Italia civile "Una persona, un voto" di cui sono primi firmatari padre Alessandro Zanotelli e la partigiana e senatrice emerita Lidia Menapace, appello al quale hanno già aderito oltre a migliaia di cittadini anche centoquaranta parlamentari di varie forze politiche. Crede che ogni essere umano abbia diritto alla vita, alla dignità, alla solidarietà.

 

 

 

 

“Una persona, un voto.”
 

ANCHE LA MINISTRA EMERITA CECILE KYENGE HA ADERITO ALL'APPELLO "UNA PERSONA, UN VOTO"
 
La ministra emerita ed attuale parlamentare europea Cecile Kyenge ha aderito all'appello "Una persona, un voto" per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone residenti in Italia.
*
All'appello, che ha come primi firmatari padre Alessandro Zanotelli e la partigiana e senatrice emerita Lidia Menapace, hanno aderito gia' innumerevoli persone, tra cui centinaia di illustri personalita' della vita culturale, morale, civile e istituzionale del nostro paese.
*
Tra le adesioni anche quelle di oltre sessanta senatori e deputati attualmente in carica: Roberta Agostini, Luisella Albanella, Massimo Artini, Lorenzo Basso, Paolo Beni, Massimiliano Bernini, Stella Bianchi, Paola Boldrini, Luisa Bossa, Vincenza Bruno Bossio, Anna Maria Carloni, Maria Chiara Carrozza, Franco Cassano, Felice Casson, Eleonora Cimbro, Roberto Cociancich, Paolo Corsini, Erica D'Adda, Loredana De Petris, Nerina Dirindin, Donatella Duranti, Ciccio Ferrara, Elena Ferrara, Paolo Fontanelli, Federico Fornaro, Filippo Fossati, Carlo Galli, Maria Grazia Gatti, Anna Giacobbe, Luisa Gnecchi, Miguel Gotor, Giuseppe Guerini, Maria Cecilia Guerra, Maria Iacono, Vanna Iori, Florian Kronbichler, Luigi Lacquaniti, Silvio Lai, Sergio Lo Giudice, Doris Lo Moro, Patrizia Maestri, Luigi Manconi, Alessandro Mazzoli, Franco Mirabelli, Delia Murer, Edoardo Patriarca, Serena Pellegrino, Alessia Petraglia, Salvatore Piccolo, Antonio Placido, Roberto Rampi, Francesco Ribaudo, Lara Ricciatti, Gian Piero Scanu, Gea Schiro', Arturo Scotto, Bruno Tabacci, Alessandra Terrosi, Stefano Vaccari, Giuseppe Vacciano, Walter Verini, Sandra Zampa, Giorgio Zanin.
*
Ancora una volta ricordiamo che il presupposto "de facto" dell'appello e' che "vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano"; e poiche' Il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un voto", "l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui".
*
Ricordiamo altresi' ancora una volta che il presupposto "de iure" e' illustrato nella premessa del progetto di legge formulato anni fa dall'Anci (l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia, che rappresenta tutti i Comuni italiani) recante "Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalita'" (progetto che era riferito alle elezioni amministrative, ma la cui intelaiatura giuridica e' riferibile anche tout court alle elezioni politiche).
*
L'Italia e' una repubblica democratica.
Una persona, un voto.
Il momento e' adesso.
*
Per adesioni all'appello "Una persona, un voto": centropacevt@gmail.com, crpviterbo@yahoo.it
Per dare notizia delle adesioni ai presidenti del Parlamento:
- on. Laura Boldrini, Presidente della Camera: laura.boldrini@camera.it
- on. Pietro Grasso, Presidente del Senato: pietro.grasso@senato.it
 
Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani", che coordina l'iniziativa dell'appello all'Italia civile "Una persona, un voto"
 
Viterbo, 6 giugno 2017
 
Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: crpviterbo@yahoo.it, centropacevt@gmail.com

 

"UNA PERSONA, UN VOTO". UN APPELLO ALL'ITALIA CIVILE

 

Un appello all'Italia civile: sia riconosciuto il diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia.

Il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un voto"; l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui.

Vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano.

Una persona, un voto. Il momento e' ora.

*

All'appello "Una persona, un voto" hanno gia' espresso il loro sostegno innumerevoli persone, tra cui tra le prime:

padre Alex Zanotelli

Lidia Menapace, partigiana, femminista e senatrice emerita

Isa Alberti

Gianfranco Aldrovandi, del "Collettivo nonviolento uomo-ambiente"

Rocco Altieri, docente e saggista, direttore dei "Quaderni Satyagraha", Centro Gandhi di Pisa

Dino Angelini

Laura Arduni, impiegata

Simonetta Astigiano, biologa e ricercatrice

Lino Balza, ecologista

don Franco Barbero

Daniele Barbieri, blogger

Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio

Vittorio Bellavite, coordinatore nazionale di "Noi Siamo Chiesa"

Eleonora Bellini, bibliotecaria e scrittrice

Giuliana Beltrame, sociologa e attivista

Maurizio Benazzi, quacchero, curatore della newsletter "Ecumenici"

don Gianni Bergamaschi

Ascanio Bernardeschi, saggista e militante

Massimiliano Bernini, deputato

Norma Bertullacelli, dell'"ora in silenzio per la pace" di Genova

Michele Boato, ecologista

Franco Borghi, attivista per la pace e la legalita'

Dario Borso, filosofo

Paolo Bosi, docente universitario

Donatella Botta, impegnata nella solidarieta'

Silvio Bozzi, docente universitario

Anna Bravo, storica

Valentina Bruno, docente, del centro antiviolenza "Erinna" di Viterbo

Giuseppe Burgio, pedagogista, Universita' di Enna

Alberto Cacopardo, antropologo

Alessandro Capuzzo, ecopacifista

Gennaro Carotenuto, storico

Giorgio Carpi, "Centro nuovo modello di sviluppo" di Vecchiano (Pisa)

Claudio Carrara, presidente del Movimento Internazionale della Riconciliazione - Italia

Maria Luigia Casieri, dirigente scolastica

Francesco Cassotti

Pilar Castel, autrice e attrice No War

Valeria Castelli

Marco Catarci, pedagogista e docente universitario

Nello Centomo

Olindo Cicchetti, figura storica dei movimenti ecopacifisti e per i diritti, narratore di comunita'

Michele Citoni, documentarista

Giancarla Codrignani, saggista e deputata emerita

Francesco Coletta, docente e coordinatore della Federazione Gilda-Unams di Viterbo

Antonio Corbeletti, presidente della sezione Anpi di Voghera

don Franco Corbo, parroco, presidente del gruppo di volontariato "Solidarieta'"

Lucia Cruschelli, associazione "Mestizaje" di Cecina

Pasquale D'Andretta, formatore

Massimo Dalla Giovanna, impiegato, delegato Rsu

Tiziana Dal Pra, presidente dell'associazione "Trama di terre" di Imola

Marianita De Ambrogio, Donne in Nero di Padova

Emanuela Dei, giornalista

Tonio Dell'Olio, presidente Pro Civitate Christiana di Assisi, gia' coordinatore nazionale di Pax Christi, gia' responsabile di Libera International

Giorgio Demurtas, docente universitario

Lucia De Sanctis, associazione "Mestizaje" di Cecina

Maria Rosa De Troia, attivista in difesa della Costituzione

Mario Di Marco, responsabile della formazione dei volontari in servizio civile della Caritas diocesana di Viterbo

Domenico Di Pietro, associazione "Mestizaje" di Cecina

Angela Dogliotti, peace-researcher

Luciano Dottarelli, docente e saggista, presidente Club Unesco Viterbo-Tuscia

Anna Draghetti, pensionata

Massimo Duranti, giudice di pace emerito

Osvaldo Ercoli, figura storica dell'impegno per la pace, i diritti umani, l'ambiente

Carla Ermoli, pensionata

Roberto Escobar, filosofo politico e critico cinematografico

suor Maria Stella Fabbri

Sergio Falcone, poeta

Maria Bernarda Forcella

Valentina Franchi, associazione "Mestizaje" di Cecina

Gabriele Gabrieli, del Gruppo "In silenzio per la pace" di Mantova

Sancia Gaetani, Wilfp Italia

Haidi Gaggio Giuliani, senatrice emerita

Elena Gajani Monguzzi, docente, poetessa, impegnata per i diritti umani di tutti gli esseri umani

Daniele Gallo, giornalista, saggista, editore e docente universitario

Francuccio Gesualdi, animatore del "Centro nuovo modello di sviluppo"

Agnese Ginocchio, cantautrice per la pace e la nonviolenza

Miguel Gotor, senatore

Carmine Grassimo, docente, formatore, capo scout e barelliere a Lourdes

Celeste Grossi, figura storica dell'impegno di pace e solidarieta'

Carlo Gubitosa, saggista e mediattivista

Paolo Henrici De Angelis, architetto

Paolo Hutter, giornalista

Luca Kocci, docente, giornalista, saggista

Francesca Koch, presidente della "Casa Internazionale delle Donne" di Roma

Alberto L'Abate, presidente onorario dell'Ipri

Federico La Sala, docente di filosofia e saggista

Raniero La Valle, senatore emerito, direttore di "Vasti", presidente del Comitato per la democrazia internazionale

Paolo Limonta, maestro elementare e consigliere comunale

Antonella Litta, dell'Associazione italiana medici per l'ambiente

Anna Lodeserto, internazionalista ed esperta di politiche migratorie, cittadinanza e mobilita'

Pierpaolo Loi, maestro elementare

Eugenio Longoni, militante antifascista

Franco Lorenzoni, maestro elementare e coordinatore della Casa-laboratorio di Cenci

Paolo Lucchesi, dal lungo curriculum d'impegno sociale

Daniele Lugli, presidente onorario del Movimento Nonviolento

Monica Luisoni, attivista

suor Monica Luparello, missionaria comboniana

Antonio Lupo, medico

Maria Immacolata Macioti, sociologa, docente universitaria

Agnese Manca, docente universitaria, impegnata in molte iniziative di solidarieta'

Giovanni Mandorino, del Centro Gandhi di Pisa

Fiorella Manzini, pensionata, gia' insegnante di educazione artistica, pittrice, presidente del Cdmpi

Cristina Maranesi, blogger

Luisa Marchini, operatrice culturale, saggista e narratrice

don Mario Marchiori

Alessandro Marescotti, fondatore e presidente di Peacelink

Gian Marco Martignoni, Cgil Varese

Rachele Matteucci, insegnante di lingua italiana per stranieri presso l'Associazione San Martino de Porres

Cristina Mattiello, insegnante, giornalista

Clementina Mazzucco, docente universitaria, saggista

Alessandra Mecozzi, presidente di "Cultura e' liberta'. Una campagna per la Palestina"

Rosa Mendes, bibliotecaria, presidente dell'Associazione donne brasiliane in Italia

Enrico Mezzetti, presidente dell'Anpi provinciale di Viterbo

Pierangelo Monti, del Mir di Ivrea

Luisa Morgantini, gia' vicepresidente del Parlamento Europeo

Rosangela Mura, attivista

Alessandro Murgia, medico impegnato nella solidarieta'

Loretta Mussi, Rete romana di solidarieta' con la Palestina

Amalia Navoni, educatrice e attivista per i diritti umani e i beni comuni

Giorgio Nebbia, ecologista

Giovanna Niccoli, attivista

don Gianni Novelli, direttore emerito del Cipax

Emilia Pacelli, casalinga

Giovanna Pagani, Wilpf Italia

Anselmo Palini, insegnante e saggista

Vittorio Pallotti, fondatore del Centro di documentazione del manifesto pacifista internazionale

Eleonora Parlanti, ricercatrice

Maria Paola Patuelli, Comitato in difesa della Costituzione di Ravenna e Associazione femminile maschile plurale

Marisa Pedroncelli, volontaria nella solidarieta' internazionale

Giovanni Penzo, pensionato

Donato Perreca, pensionato

Enrico Peyretti, saggista e peace-researcher

Giorgio Piacentini, presidente emerito del Cipax

Leo Piacentini, pensionato

Piero Pinzauti

Rosanna Pirajno, architetta, presidente dell'associazione "Mezzocielo" di Palermo

Alessandro Pizzi, gia' sindaco di Soriano nel Cimino, docente di matematica e fisica, volontario nel carcere di Viterbo

Pier Paolo Poggio, storico, direttore della Fondazione "Luigi Micheletti"

Rocco Pompeo, presidente della "Fondazione Nesi"

Pier Paolo Poncia, geologo

Giuliano Pontara, filosofo

Franco Porcu, operaio

Alessandro Presicce, giurista

Andrea Pubusa, giurista

Pasquale Pugliese, segreteria nazionale del Movimento Nonviolento

Mauro Pugni, Cdb di Modena

Laura Quagliuolo, redattrice e attivista del Coordinamento italiano di sostegno alle donne afghane

Fabio Ragaini, Gruppo Solidarieta'

Roberto Rampi, deputato

Massimo Ribelli, Universita' di Roma "La Sapienza"

Annamaria Rivera, antropologa

Giorgio Roversi, pensionato

Vincenzo Sanfilippo, sociologo, della Comunita' dell'Arca di Lanza del Vasto

Lavinia Sangiorgi, volontaria di Focus - Casa dei diritti sociali di Roma

Antonia Sani, Wilpf Italia

Adriano Sansa, magistrato e poeta

Delfino Santaniello, figura storica dell'impegno per la legalita' e la democrazia

Eugenio Santi, presidente del Gavci

don Alessandro Santoro, della comunita' delle Piagge

Mauro Sarnari, dell'Unicef di Viterbo

padre Pietro Sartorel, sacerdote, missionario in Brasile

Giovanni Sarubbi, direttore de "Il dialogo"

Renato Sasdelli, docente universitario e saggista

Eugenio Scardaccione, dirigente scolastico

Manlio Schiavo, docente, referente del Comitato cittadino di Bagheria per la Costituzione

Marco Scipioni, presidente del Centro studi e documentazione "Don Pietro Innocenti"

Rosa Scognamiglio, docente impegnata in difesa dei diritti umani e della Costituzione

Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra Italiana alla Camera dei Deputati

Bruno Segre, organizzatore e ricercatore culturale indipendente

Giovanni Battista Sgritta, sociologo e docente universitario

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Matteo Soccio, "Casa per la Pace" di Vicenza

Pietro Soldini, responsabile immigrazione della Cgil

Gabriele Spallone

Marilena Spriano

Irene Starace, Wilpf Italia

Marco Trotta, consigliere di quartiere a Bologna per Coalizione Civica

Michelangelo Tumini, dei "Cantieri di pace" di Osimo, Offagna, Castelfidardo e Loreto

Olivier Turquet, educatore ed editore, coordinatore di "Pressenza"

Laura Tussi, giornalista e scrittrice

Fabio Vaccari

Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento

Leonardo Varvaro, docente universitario

Antonio Vermigli, direttore di "In dialogo"

Salvatore Vitale, divulgatore agricolo

Giulio Vittorangeli, presidente dell'Associazione Italia-Nicaragua di Viterbo

Luciano Zambelli, della Lega per il disarmo unilaterale

Lorenzo Zaniboni

Rina Zardetto, presidente dell'Associazione Reggiana per la Costituzione

Franco Zunino, ingegnere

*

Per adesioni: centropacevt@gmail.com, crpviterbo@yahoo.it

Per dare notizia delle adesioni ai presidenti del Parlamento:

- on. Laura Boldrini, Presidente della Camera: laura.boldrini@camera.it

- on. Pietro Grasso, Presidente del Senato: pietro.grasso@senato.it

 

"Esprimo solidarietà a Peppe da Don Roberto(Direttore della Caritad Diocesana) e Mario(Responsabile del Servizio Civile)"...

...IN DIGIUNO ANCHE A FOGGIA PER IL RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO DI VOTO A TUTTE LE PERSONE RESIDENTI IN ITALIA

Dopo Viterbo prosegue a Foggia il digiuno per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone stabilmente residenti in Italia.
E' infatti iniziato il digiuno a staffetta degli attivisti della "Ambasciata di Pace" di Foggia che si protrarra' nei prossimi giorni.
Anche in altre citta' d'Italia ci si sta predisponendo a digiunare in una staffetta che unisca l'intero paese in un'assunzione di responsabilita' ed espressione di solidarieta' con gli oltre cinque milioni di persone stabilmente residenti in Italia cui e' tuttora assurdamente negato il diritto di voto.
L'impegnativa azione nonviolenta del digiuno si affianca alle altre iniziative in corso da tempo a sostegno dell'appello all'Italia civie "Una persona, un voto" sottoscritto da molte illustri personalita', primi firmatari la partigiana e senatrice emerita Lidia Menapace e il missionario padre Alessandro Zanotelli.
Nell'appello si evidenzia che "vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano"; e pertanto si conclude che poiche' il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un voto", "l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui".
A sostegno di questa proposta sono allegati anche gli specifici argomenti tecnico-giuridici gia' esposti dall'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia (che rappresenta tutti i Comuni italiani) nel suo progetto di legge di qualche anno fa recante "Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalita'" (progetto che era riferito alle elezioni amministrative, ma di cui tanta parte dell'intelaiatura giuridica e' riferibile anche alle elezioni politiche).




 

 

 

 

 

 

 

AIUTIAMO I SIRIANI A RESTARE NEL LORO PAESE

L'associazione Aiutiamo la Siria! - Onlus (AIULAS), costituitasi allo scopo di sostenere la popolazione siriana colpita dal conflitto, propone 2 progetti di aiuto per la popolazione di Aleppo.

Nonostante che i combattimenti siano terminati, gli Aleppini affrontano ancora una situazione drammatica dovuta alla carenza di acqua e di elettricità, come pure alla perdita del lavoro e alla pesante svalutazione della lira siriana (che vale oggi 10 volte meno rispetto a 6 anni fa). Ciò significa che nonostante la fine dei combattimenti in città, molti generi alimentari sono inaccessibili e la popolazione è costretta a nutrirsi in modo inadeguato e insufficiente.

I progetti di AIULAS nascono dalla collaborazione con partners locali e sono portati avanti grazie all’iniziativa di gruppi o associazioni attive sul posto. Destinatari dei suddetti interventi sono i nuclei familiari bisognosi indipendentemente dall’appartenenza etnica o religiosa.

BUONA PASQUA, ALEPPO!

È un progetto proposto dai Fratelli Maristi della città e prevede la distribuzione di 1.000 buoni-acquisto (da 10€) ad altrettante famiglie per il ritiro, da parte di ciascuna, di 1 Kg di carne e 1 Kg di dolci presso negozi convenzionati.

http://www.aiulas.org/i-nostri-progetti/buona-pasqua-aleppo/

 

UN PANIERE PER ALEPPO

È  promosso dalla locale chiesa armeno-cattolica e prevede l’assegnazione di 350 buoni-acquisto (da 13€) ad altrettante famiglie bisognose per il ritiro, da parte di ciascuna, di 1 kg di carne, 1 kg di formaggio e 30 uova.

http://www.aiulas.org/i-nostri-progetti/un-paniere-per-aleppo/

Per concorrere alla realizzazione dei medesimi cliccare sui rispettivi link da cui si accede ad informazioni più dettagliate e le istruzioni per inviare una donazione tramite conto corrente bancario, carta di credito o paypal.

 

 

 

 

 

Ultimo appello per Asia Bibi!



Dopo cinque rinvii questo giovedì, 16 ottobre, ha avuto luogo il processo ad Asia Bibi presso la Corte di Appello di Lahore (Pakistan)
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Come riportato dagli avvocati di Asia Bibi, al momento delle arringhe della difesa e dell'accusa diversi sacerdoti islamici si sono presentati in aula.

Può un tribunale di un paese islamico giudicare con indipendenza, neutralità e obiettività alla presenza intimidatoria di 20 mullah? E' possibile l'indipendenza giudiziaria in un paese che non fa distinzione tra diritto civile e diritto religioso quando i '”guardiani della fede” supervisionano un processo?

 Nel caso di Asia Bibi sono state violate tutte le garanzie. Non ha avuto il diritto a un giusta sentenza, dato che il potere religioso ha "supervisionato" il processo. Non ha nemmeno avuto la possibilità di difendere la propria innocenza davanti ad accuse false. E poi, in terzo luogo, la mera esistenza della legge sulla blasfemia in Pakistan presuppone una grave violazione del diritto fondamentale alla libertà religiosa.

 La famiglia di Asia Bibi ha detto che farà appello alla Corte Suprema, la più alta istanza giudiziaria. Ma visto quello che è successo nella Corte d'Appello non si può essere ottimisti. E' arrivata l'ora della diplomazia. E gli Stati Uniti d'America hanno molto da dire.

 I missionari e le ONG che lavorano in Pakistan sanno che il governo non farebbe mai nulla che possa disturbare gli Stati Uniti. Per questo motivo la cosa più utile da fare in questo momento è scrivere all'ambasciata e chiedere loro di mobilitarsi, di scatenare tutta la strategia diplomatica per liberare Asia Bibi.

 Firmando questa petizione, invierai una e-mail all'ambasciatore americano in Pakistan, Richard Olson. E' la nostra ultima speranza.

 

Per firmare la petizione, clicca qui

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