ANDATE CONTROCORRENTE!
Esperienza dei giovani in servizio civile presso la Caritas diocesana
                                       

In viaggio...

... dialogo nel buio, percorso sensoriale...

... in giro per Genova e i carrugi...

... la mattinata al Tavolo tematico sul Servizio Civile

Genova, 11-12 marzo 2014: noi ragazzi del servizio civile della Caritas di Viterbo, insieme al responsabile Mario Di Marco, abbiamo vissuto l'appuntamento nell’Incontro nazionale promosso dal Tavolo ecclesiale sul servizio civile in memoria del giovane obiettore di coscienza San Massimiliano di Tebessa.

Tante le Caritas presenti al Palazzo Ducale, con più di 400 persone provenienti da tutta Italia, pronte ad incontrarsi e confrontarsi sul tema scelto da Papa Francesco per la giornata della pace: "Fraternità, fondamento e via per la pace".

Mons. Merisi, don Luigi Ciotti, suor Giuliana Galli sono le testimonianze più significative presenti al convegno della mattinata. Il loro messaggio esalta l'importanza della fraternità nel servizio civile, attraverso la costruzione di un percorso di fiducia verso se stessi e gli altri, utilizzando risorse non solo materiali ma anche umanitarie. Così si arriva a dare autonomia alla persona e questa è la vera essenza del servizio civile.

Le loro parole ci hanno convinto ancor più sulla scelta che abbiamo fatto e sul percorso di crescita che stiamo vivendo. Altrettanto costruttivo è stato l'insieme di tutte le cose che abbiamo fatto in questi due giorni: condividere le nostre abitudini in una città da esplorare, in giro per i caruggi con nuove persone da conoscere! Abbiamo camminato tanto, ma tutto è stato ripagato dai canti, dalle risate e da momenti intensi come la visita al "Dialogo nel buio", un incontro veramente "diverso", dove un ragazzo ipovedente ci ha guidati nel buio per 45 minuti all'interno di stanze che riproducono situazioni reali di vita quotidiana.

Lì, in quegli ambienti dove noi eravamo in difficoltà e sbattevamo da tutte le parti, lui ci tranquillizzava e ci accompagnava prendendoci per mano, con disinvoltura, come se riuscisse a vederci. Noi abbiamo provato disagio, ansia ed eravamo confusi, mentre lui era il "normale" ipovedente accompagnatore di vedenti.

Siamo usciti da questa esperienza con il sorriso, e le incertezze iniziali hanno lasciato il posto alle numerose sensazioni tattili, olfattive, uditive ed emotive suscitate.

L'empatia è stata la parola chiave di queste giornate: il convegno, il “dialogo nel buio” e la quotidianità vissuta insieme hanno insegnato ad ognuno di noi l'esistenza delle diversità sociali  e l'importanza per noi di saperci confrontare sempre con esse.

Come ci ha detto don Luigi Ciotti: "Andate controcorrente rispetto ad una società che premia l'avere, il possedere e il salire. Scegliete l'essere, il dono e scendete tra gli ultimi."

 

I giovani del servizio civile in Caritas