Ultime iniziative

QUARESIMA 2012: “ASCOLTARE IL GRIDO CHE VIENE DAL POVERO”

All’inizio della Quaresima la liturgia ci propone tre pratiche penitenziali: il digiuno (sacrificio e rinunce), la preghiera e la carità.
 
Possiamo esercitare la carità donando ai fratelli più bisognosi il frutto delle rinunce. La carità diventa così testimonianza, azione, garanzia della fede.
 
Proponiamo ad ogni nostro fratello nella fede il
 
SACRIFICIO QUARESIMALE
 
I frutti dei sacrifici e delle rinunce, saranno portati all’altare nella celebrazione eucaristica del Giovedì Santo o in altra opportuna occasione. Inviati poi  alla Caritas diocesana, saranno destinati a finanziare tre progetti:
 
1)  Sostegno nella costruzione di aule e attrezzature scolastiche per i ragazzi bisognosi di Facundo Vela in Ecuador.
La parrocchia di Facundo Vela (diocesi di Guaranda), conta circa 6.000 abitanti, distribuiti in 26 comunità (“recintos”). E’ una delle zone più povere dell’Ecuador.
Il  progetto prevede la costruzione  di  aule scolastiche  con  relativo arredamento e strumenti didattici.
I locali saranno utilizzati anche per il doposcuola a favore dei bambini “campesini”, ai quali verranno distribuiti il pranzo e la merenda.
Il nostro impegno, attraverso il Sacrificio Quaresimale, prevede l’acquisto dell’arredamento per le aule scolastiche.
Sostegno al progetto: €. 6.000,00
 
2)  Vitto ai senza dimora
Il Centro di ospitalità “ La Tenda”, luogo per l’accoglienza notturna, nell’ultimo anno ha ospitato 192 persone, per un totale di 2.828  pernottamenti.
I senza  dimora sono i poveri più poveri. Hanno bisogno di tutto.
Il progetto prevede un sostegno alle spese del vitto (nel 2011 sono state offerte 2.828 cene e altrettante colazioni).
Sostegno al progetto: €. 3.000,00
 
3) Aiuto e assistenza ai detenuti più indigenti, presso il carcere di Viterbo
Molti detenuti, sia italiani che immigrati, si trovano in stato di indigenza o perché abbandonati o perché senza famiglia. Il progetto prevede la confezione di pacchi contenenti  biancheria intima e quanto può servire per l’igiene personale.
 
Per realizzare pienamente questo terzo progetto, durante il periodo di Quaresima, la parrocchia organizza
UNA RACCOLTA
a favore dei detenuti indigenti  (Biancheria intima: maglie, mutande, calze, pigiama… e il  necessario per  l’igiene:  sapone liquido, dentifricio, spazzolini per i denti, occorrente per radersi, shampoo, …).
 
 
 Scegliendo di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo”  (Benedetto XVI).
 
 (Le offerte del Sacrificio quaresimale possono essere consegnate presso la Sede Caritas o inviate tramite ccp. n. 12780011, intestato a Caritas diocesana - P.zza Dante Alighieri, 4 - 01100 Viterbo).
 

 


GIORNATA DI SPIRITUALITA’

 Sabato 24 marzo 2012

  
“ ….PADRE  NOSTRO…”

 Programma:

ore   9,00:    accoglienza

ore   9,30:   Celebrazione Lodi

ore 10,00:   “Padre nostro…..”

                   riflessione condotta dal nostro Vescovo

                   S.E. Mons. Lino Fumagalli

tempo di “deserto”

ore 12,00:   condivisione riflessioni personali

ore 13,00:   pranzo

ore 14,30:   lavori di gruppo

ore 16,00:   Celebrazione Eucaristica

 ______________________

Presso Monastero delle Benedettine “ Regina Pacis”

Via Giardino, 4  - Cura di Vetralla

 
Pranzo: quota Euro 16,00 (adesioni entro il 21 marzo 2012)

 
 
Per informazioni e adesioni:

Caritas Diocesana

Piazza D. Alighieri, 2 - 01100 Viterbo

Telef: 0761/303171 –341911

Fax:  0761/325910  e.mail: caritas.viterbo@libero.it

C’È FAME DI PANE E DI FUTURO

La colletta della Caritas italiana per il Corno d’Africa... Segue >>>


FARE PER…
Si è svolto il seminario formativo promosso dalla Caritas Diocesana

Il 27-28-29 giugno si è tenuto presso la Casa Emmaus di Bagnoregio il seminario formativo organizzato dal Laboratorio Caritas parrocchiali per gli animatori caritas e gli operatori pastorali sul tema “ Fare per…” - Valore e significato della pedagogia dei fatti, ispirato al principio metodologico che informa tutta la spiritualità pastorale della Caritas e che sinteticamente si esprime in questo modo: educare facendo e facendo fare. E’ necessario valorizzare le opere di carità che già si compiono e proporne di nuove affinché un numero sempre maggiore di persone, di famiglie e di gruppi siano coinvolti e non ci sia più chi non s’impegna dicendo di non sapere cosa fare. E’ l’esemplarità che contagia: i servizi devono essere segni che favoriscono la crescita della solidarietà sia nella la comunità ecclesiale che in quella civile.

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