Il Corso di metà servizio

Come ogni anno per noi ragazzi del Servizio Civile della Caritas si è effettuato l’incontro di formazione regionale di “metà servizio”. Ha avuto luogo a Pozzuoli nei giorni 10-11-12 marzo. Il nostro gruppo di Viterbo era al completo: Anna Rita, Agnese, Eliana, Maria Chiara, Michele e Silvia.

Siamo partiti in pullman il 10 mattina di buon ora e strada facendo si sono uniti a noi altri ragazzi in Servizio Civile nelle altre Caritas del Lazio. Il viaggio è stato molto lungo ma piacevole, occasione per socializzare con gli altri ragazzi.

Il corso ci ha coinvolto intensamente, offrendoci spunti di riflessione e invitandoci al confronto. Il primo giorno abbiamo presentato il nostro progetto”Accoglienza e Promozione nella Società Globale” e conosciuto i progetti delle altre Caritas. Ci sono poi state proposte attività interessanti, quali ad esempio la realizzazione di un cartellone ”L’omino del Servizio Civile” nel quale bisognava creare quello che secondo noi è il prototipo del volontario ideale; ma ciò che ci ha fatto di più interrogare è stato il “disegno del Fiume”volto a rappresentare la nostra vita e il nostro cammino lungo la strada del volontariato.

La festa di San Massimiliano

La giornata più entusiasmante è stata però quella del 12 marzo, festa di San Massimiliano, primo cristiano obiettore di coscienza al servizio militare, martirizzato in questo giorno dell'anno 295 d.c. e per questo eletto a protettore del servizio civile. All'incontro eravamo circa 500 giovani provenienti dalle Caritas di varie parti d'Italia.

La giornata è iniziata con una tavola rotonda cui hanno partecipato figure di spicco che, attraverso il ricordo, la “memoria”, hanno messo in luce l’operato di grandi uomini che hanno portato avanti grandi ideali fino al sacrificio della propria vita.
Valerio Taglioni ha dato la sua testimonianza sulla figura di don Giuseppe Diana, sacerdote ucciso dalla Camorra, che con il suo apostolato ha arginato la “cultura di morte” e sostenuto la lotta per la legalità e la giustizia. Interessante anche l’intervento di Francesco Gesualdi, responsabile del centro “Nuovo Modello di Sviluppo”, allievo di don Lorenzo Milani, che ha puntato il dito contro gli inefficaci sistemi economici che impoveriscono ulteriormente i poveri ed arricchiscono i ricchi, proponendo un’economia di sobrietà, sfida principale che si opera solo con una rivoluzione culturale che metta al centro la persona con i suoi fondamentali diritti e bisogni.
Infine, Alberto Bobbio, giornalista di Famiglia Cristiana e padre Tonino Palese, referente di “Libera” per la Campania, hanno sottolineato il passaggio dai “segni del potere”, rappresentati dalle varie mafie, al “potere dei segni”, lasciati da uomini coraggiosi e fiduciosi nella giustizia, come don Giuseppe Diana.

La fase successiva della giornata è stata animata dall’attività teatrale “Fedele alla mia stella” e dall’intervento di Maria Romana De Gasperi che, attraverso la lettura di frammenti di lettere del padre Alcide, ci ha dato la dimensione di questa grande figura carica di umanità e principi di fede.

Nel pomeriggio abbiamo dato luogo alla nostra MARCIA PER LA PACE, che si è conclusa nel Duomo della città con la solenne messa presieduta dal Vescovo.

Questa esperienza è stata un’occasione di crescita personale, ci ha portato a tessere nuove relazioni interpersonali e a conoscere differenti realtà e modi di pensare.