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C’È FAME DI PANE E DI FUTURO Di fronte all’aggravarsi della crisi nel Corno d’Africa, colpita da mesi da una terribile siccità, la Caritas italiana ha deciso di scendere in campo con interventi sul lungo periodo, per contribuire alla costruzione di un futuro delle popolazioni colpite. La Conferenza episcopale Italiana, in risposta
agli accorati inviti del Santo Padre, ha indetto una colletta
nazionale prevista per domenica 18 settembre, nell’ambito
della campagna “Fame di Pane e di Futuro”.
L’iniziativa è partita dalle Caritas dei Paesi più colpiti
come Kenya, Etiopia, Somalia e Gibuti, che hanno proposto alla
Caritas Italiana e alla rete mondiale la collaborazione a piani
d’intervento della durata di otto mesi. Sono previsti sia aiuti di tipo alimentare, sia
azioni di medio periodo per favorire la ripresa di un’autonoma
capacità di reddito delle persone, con l’obiettivo di renderle
in futuro meno vulnerabili a situazioni climatiche avverse: in
totale sono coinvolte 300mila persone. Sin dai primi di luglio la Caritas segue con attenzione l’evolversi della situazione ed è in stretto contatto con le organizzazioni locali, per meglio combinare il sostegno d’urgenza a un’azione più strutturata. (G.I.)
Le offerte possono essere consegnate in tutte le parrocchie del viterbese durante la S. Messa, oppure è possibile inviarla alla Caritas Diocesana di Viterbo tramite c.c. postale n. 12780011. |
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Emergenza Corno d'Africa: «Non manchi a queste popolazioni sofferenti - ha chiesto Benedetto XVI - la nostra solidarietà e il concreto sostegno di tutte le persone di buona volontà». Il riferimento è alla carestia nel Corno d’Africa, la peggiore degli ultimi 60 anni, che colpisce oltre 11 milioni di persone – soprattutto bambini – in Etiopia, Eritrea, Somalia, Kenya. A rischio anche l’Uganda, soprattutto il Nord, la Tanzania e il Sud Sudan. La presidenza della CEI ha messo a disposizione 1 milione di euro e ha lanciato una colletta nazionale con una raccolta straordinaria per domenica 18 settembre 2011 per esprimere fattivamente solidarietà alle popolazioni colpite dalla siccità attraverso gli interventi di Caritas Italiana in collaborazione con le Caritas locali che da mesi sono mobilitate per rispondere ai bisogni. Caritas Italiana infatti da anni è impegnata nel Corno d’Africa, in collaborazione con le Chiese locali, in ambiti diversi: la salute, la lotta all’esclusione sociale, l’istruzione. Quasi 20 anni fa lanciò una campagna di sensibilizzazione sulla situazione del Paese che purtroppo è ancora drammaticamente attuale (vedi poster dell'epoca - jpg). In occasione di questa nuova emergenza ha lanciato subito un appello e ha messo a disposizione 300.000 euro restando in costante contatto con le Caritas africane attive nei paesi colpiti dalla siccità. Nel contempo ha invitato a riflettere cause strutturali di queste sofferenze. Per sostenere gli interventi si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: "Carestia Corno d'Africa 2011". Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
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UN APPELLO: IL PARLAMENTO NON RIFINANZI LE GUERRE Chiediamo a tutte le persone di volontà buona e di retto sentire di far sentire la propria voce al Parlamento italiano affinché non rifinanzi le guerre e le stragi in Afghanistan e in Libia. La partecipazione italiana a quelle guerre e' illegale, poiché viola l'art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana. |
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Siria: il Consiglio di sicurezza dell'Onu deve agire! All'inizio di quest'anno, sembrava che i siriani avessero ancora troppa paura di sfidare il regime repressivo che è al potere nel paese da 40 anni, sotto la guida di Bashar al-Assad e prima di suo padre Hafez al-Assad. Ora, dopo diversi mesi dall'inizio delle proteste, uomini, donne e bambini continuano a scendere in strada chiedendo riforme e le dimissioni del presidente. Sfidando numerosi rischi, manifestano nonostante dal 18 marzo siano state uccise 1200 persone, secondo i dati di Amnesty International. Durante le manifestazioni, che sono state nella stragrande maggioranza pacifiche, le persone cantavano "Selmieh, Selmieh" ("In pace, in pace") malgrado la violenza che subivano. |
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Emergenza Corno d'Africa Sono circa 10 milioni le persone colpite da siccità e carestia che stanno affliggendo il Corno d’Africa per la scarsità delle precipitazioni degli ultimi 2 anni e il conseguente innalzamento del prezzo di cibo e acqua. Secondo i dati Onu è la peggiore siccità degli ultimi 60 anni e coinvolge 3,2 milioni di persone in Kenya, 2,6 in Somalia, 3,2 in Etiopia, 117mila a Gibuti, ed anche parte della popolazione in Eritrea. A soffrirne sono soprattutto i bambini: in Somalia uno su tre è denutrito. Si teme che l’emergenza travolga anche Tanzania e Sud Sudan. Si registra anche la perdita di molti capi di bestiame e grandi spostamenti di persone in tutto il Corno d’Africa, soprattutto in Kenya, dove i campi profughi sono ormai al limite della capienza.
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Sabato 2 aprile a Roma, in Piazza San Giovanni, alle 15.00Emergency promuove un appello contro la guerra Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra. Gheddafi ha scelto la guerra contro i propri cittadini e i migranti che attraversano la Libia. E il nostro Paese ha scelto la guerra "contro Gheddafi": ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria. Nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri simili. Ogni "guerra umanitaria" è in realtà un crimine contro l'umanità. Se si vuole difendere i diritti umani, l'unica strada per farlo è che tutte le parti si impegnino a cessare il fuoco, a fermare la guerra, la violenza, la repressione. Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono a un certo punto inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle. Appaiono inevitabili a chi per anni ha ignorato le violazioni dei diritti, a chi si è arricchito sul traffico di armi, a chi ha negato la dignità dei popoli e la giustizia sociale. Appaiono inevitabili a chi le guerre le ha preparate. Nessuna guerra è necessaria. La guerra è sempre una scelta, non una necessità. E' la scelta assurda di uccidere, che esalta la violenza, la diffonde, la amplifica, che genera "cultura di guerra". “Questa é dunque la domanda che vi poniamo, chiara, terribile, alla quale non ci si può sottrarre: dobbiamo porre fine alla razza umana o deve l'umanità rinunciare alla guerra?” Dal Manifesto di Russell-Einstein, 1955 Perché l'utopia diventi progetto, dobbiamo innanzitutto imparare a pensare escludendo la guerra dal nostro orizzonte culturale e politico. Insieme a tutti i cittadini vittime della guerra, della violenza, della repressione, che lottano per i diritti e la democrazia. “La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.” |