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Spiritualità

*** Frammenti di Riflessione ***

Giovanni Paolo II

  Don Andrea Santoro

Don Tonino Bello

Fratel Carlo Carretto

 

 

Preghiere per la pace

San Francesco d’Assisi

Oh, Signore, 
fa' di me lo strumento della Tua Pace; 
Là, dove è l'odio che io porti l'amore. 
Là, dove è l'offesa che io porti il Perdono. 
Là, dove è la discordia che io porti l'unione. 
Là, dove è il dubbio che io porti la Fede. 
Là, dove è l'errore che io porti la Verità. 
Là, dove è la disperazione che io porti la speranza. 
Là, dove è la tristezza, che io porti la Gioia. 
Là, dove sono le tenebre che io porti la Luce. 

Oh Maestro, 
fa' ch'io non cerchi tanto d'essere consolato, ma di consolare. 
Di essere compreso, ma di comprendere. 
Di essere amato, ma di amare.

Madre Teresa di Calcutta

 

Le opere dell’amore 
sono sempre opere di pace. 
Ogni volta che dividerai 
il tuo amore con gli altri, 
ti accorgerai della pace 
che giunge a te e a loro. 
Dove c’e’ pace c’e’ Dio, 
e’ cosi’ che Dio riversa pace 
e gioia nei nostri cuori.

 

Madre Teresa di Calcutta

O Signore,
c'è una guerra
e io non possiedo parole.
Tutto quello che posso fare
è usare le parole
di Francesco d'Assisi.
E mentre prego
questa antica preghiera
io so che, ancora una volta,
tu trasformerai la guerra in pace
e l'odio in amore.
Dacci la pace,
o Signore,
e fa’ che le armi siano inutili
in questo mondo meraviglioso.
Amen.

Madre Teresa di Calcutta

Conducimi dalla morte alla vita dalla menzogna alla verità. 
Conducimi dalla disperazione alla speranza, 
dalla paura alla verità. 
Conducimi dall’odio all’amore, 
dalla guerra alla pace.

Fa’ si che la pace riempia i nostri cuori, 
il nostro mondo, il nostro universo.

Papa Francesco

Abbiamo provato tante volte e per tanti anni 
a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze 
e anche con le nostre armi; 
tanti momenti di ostilità e di oscurità; 
tanto sangue versato; 
tante vite spezzate; 
tante speranze seppellite… 
Ma i nostri sforzi sono stati vani. 
Ora, Signore, aiutaci Tu!

Donaci Tu la pace, 
insegnaci Tu la pace, 
guidaci Tu verso la pace.
Apri i nostri occhi e i nostri cuori 
e donaci il coraggio di dire: “mai più la guerra!”; 
“con la guerra tutto è distrutto!”. 
Infondi in noi il coraggio
di compiere gesti concreti per costruire la pace. 
Signore, Dio di Abramo e dei Profeti, 
Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli, 
donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace; 
donaci la capacità di guardare con benevolenza 
tutti i fratelli che incontriamo sul nostro cammino. 
Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini 
che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, 
le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono. 
Tieni accesa in noi la fiamma della speranza 
per compiere con paziente perseveranza 
scelte di dialogo e di riconciliazione, 
perché vinca finalmente la pace.
E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: 
divisione, odio, guerra! 
Signore, disarma la lingua e le mani, 
rinnova i cuori e le menti, 
perché la parola che ci fa incontrare sia sempre “fratello”, 
e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam!
Amen.

Giovanni Paolo II
 

Ascolta la mia voce 
perché è la voce delle vittime di tutte le guerre 
e della violenza tra gli individui e nazioni;

Ascolta la mia voce, 
perché è la voce di tutti i bambini che soffrono e soffriranno 
ogni qualvolta i popoli ripongono la loro fiducia 
nelle armi e nella guerra;

Ascolta la mia voce, 
quando Ti prego di infondere nei cuori di tutti gli esseri umani 
la saggezza della pace, 
la forza della giustizia e la gioia dell’amicizia;

Ascolta la mia voce, 
perché parlo per le moltitudini di ogni Paese 
e di ogni periodo della storia che non vogliono la guerra 
e sono pronte a percorrere il cammino della pace;

Ascolta la mia voce 
e donaci la capacità e la forza 
per poter sempre rispondere all’odio con l’amore, 
all’ingiustizia con una completa dedizione alla giustizia, 
al bisogno con la nostra stessa partecipazione, 
alla guerra con la pace.

O Dio, ascolta la mia voce 
e concedi al mondo per sempre la Tua pace.

- Hiroshima, 25 febbraio 1981 -

Giovanni Paolo II

Dio dei nostri Padri, 
grande e misericordioso, 
Signore della pace e della vita, 
Padre di tutti.

Tu hai progetti di pace e non di afflizione, 
condanni le guerre 
e abbatti l' orgoglio dei violenti.

Tu hai inviato il tuo Figlio Gesù
ad annunziare la pace ai vicini e ai lontani, 
a riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe 
in una sola famiglia.

Ascolta il grido unanime dei tuoi figli, 
supplica accorata di tutta l'umanità: 
mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza; 
minaccia per le tue creature 
in cielo, in terra e in mare.

In comunione con Maria, la Madre di Gesù, 
ancora ti supplichiamo: 
parla ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli, 
ferma la logica della ritorsione e della vendetta, 
suggerisci con il tuo Spirito soluzioni nuove, 
gesti generosi ed onorevoli, 
spazi di dialogo e di paziente attesa 
più fecondi delle affrettate scadenze della guerra.

Concedi al nostro tempo giorni di pace.

Mai più la guerra.

Paolo VI

 

Signore, Dio di pace,

che hai creato gli uomini,
oggetto della tua benevolenza,
per essere i familiari della tua gloria,
noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie
perché ci hai inviato Gesù Cristo,
tuo Figlio amatissimo.
Hai fatto di lui
nel mistero della sua Pasqua
l'artefice di salvezza,
la sorgente di ogni pace,
il legame di ogni fraternità.
Noi ti rendiamo grazie
per i desideri, gli sforzi, le realizzazioni
che il tuo Spirito di pace
ha suscitato nel nostro tempo,
per sostituire l'odio con l'amore,
la diffidenza con la comprensione,
l'indifferenza con la solidarietà.
Apri ancor più i nostri spiriti ed i nostri cuori
alle esigenze concrete dell'amore
di tutti i nostri fratelli,
affinché possiamo essere sempre più
dei costruttori di pace.
Ricordati, Padre di misericordia, 
di tutti quelli che sono in pena, 
soffrono e muoiono,
nel sorgere di un mondo più fraterno.
Che per gli uomini di ogni razza, di ogni lingua
venga il tuo regno di giustizia,
di pace e di amore.
E che la terra sia ripiena della tua gloria.

Amen.

Thomas Merton

Nella tua volontà, o Dio, è la nostra pace!

Onnipotente e misericordioso Dio, Padre di tutti gli uomini,
Creatore e Dominatore dell'universo, Signore della storia,
i cui disegni sono imperscrutabili,
la cui gloria è senza macchia,
la cui compassione per gli errori degli uomini è inesauribile,
nella tua volontà è la nostra pace!
Ascolta nella tua misericordia questa preghiera
che sale a te dal tumulto e dalla disperazione di un mondo in cui tu sei dimenticato,
in cui il tuo nome non è invocato, le tue leggi sono derise,
e la tua presenza è ignorata.
Non ti conosciamo, e così non abbiamo pace.
Concedici prudenza in proporzione al nostro potere,
saggezza in proporzione alla nostra scienza,
umanità in proporzione alla nostra ricchezza e potenza.
E benedici la nostra volontà di aiutare ogni razza e popolo
a camminare in amicizia con noi,
lungo la strada della giustizia, della libertà e della pace perenne.
Ma concedici soprattutto di capire che le nostre vie non sono necessariamente le tue vie,
che non possiamo penetrare pienamente il mistero dei tuoi disegni,
e che la stessa tempesta di potere che ora infuria in questa terra
rivela la tua segreta volontà e la tua inscrutabile decisione.
Concedici di vedere il tuo volto alla luce di questa tempesta cosmica,
o Dio di santità, misericordioso con gli uomini.
Concedici di trovare la pace dove davvero la si può trovare!
Nella tua volontà, o Dio, è la nostra pace!

Ho dipinto la pace 
(Tali Sorek, 12 anni, Medio Oriente)

 

Avevo una scatola di colori, 
brillanti decisi e vivi 
avevo una scatola di colori, 
alcuni caldi, alcuni molto freddi. 
Non avevo il rosso 
per il sangue dei feriti, 
non avevo il nero 
per il pianto degli orfani, 
non avevo il bianco 
per i volti dei morti 
non avevo il giallo 
per le sabbie ardenti. 
Ma avevo l'arancio 
per la gioia della vita, 
e il verde per i germigli e per i nidi, 
e il celeste per i chiari 
cieli splendenti 
e il rosa per il sogno e il riposo. 
Mi son seduta e ho dipinto la pace.

 

Preghiera di un uomo di pace 

Sergio Carrarini (da Salmi d'oggi - Editrice Mazziana)

Ho una grande tristezza dentro; 
ho bisogno di sfogarmi con qualcuno 
e mi rivolgo a te, Signore, 
perché so che mi ascolti e capisci.

Fa’ smettere per sempre, Signore, 
la falsa propaganda dei militari 
e le nere previsioni dei politologi 
a servizio delle multinazionali.

«Quanto vi pagano per ingannare la gente 
anime nere dell’informazione? 
Pagherete cara questa manipolazione delle coscienze, 
questa strumentalizzazione del potere che avete!».

Non c’è alternativa! 
Devo convivere con una società 
fondata sulla violenza 
e sul culto del potere e della forza.

Ormai la conosco bene questa mentalità 
che sgretola i rapporti di solidarietà 
e la vera amicizia fra gli uomini 
infischiandosene della pace.

La pace, invece, è la mia grande preoccupazione, 
il mio impegno primario; 
ma quando propongo qualcosa 
mi si fa intorno il deserto!

Don Giorgio Basadonna 
(da: "... e pace in terra" Editrice Ancora)

 

Signore 
dammi il tormento della pace, 
la certezza che la pace è possibile, 
il coraggio di volere la pace.

 

Signore 
liberami dalla rassegnazione 
che accetta per gli altri 
ciò che non voglio per me.

 

Signore 
fammi sicuro e libero 
geloso dei miei sogni di pace 
instancabile nel realizzarli.

 

Signore 
apri il mio cuore ad amare 
sempre e tutti senza eccezioni 
senza aspettare nessuna risposta.

 

Signore 
liberami dall'invidia 
gelosia e sfiducia 
inutili scuse al mio egoismo.

 

Signore 
ostacoli e difficoltà, 
insuccessi e delusioni 
non generino mai scelte violente.

 

Signore 
Tu hai conquistato la pace 
con la tua morte e resurrezione 
e l'hai messa nelle mie mani.

 

Signore 
non voglio tradire il tuo dono 
voglio viverlo e offrirlo al mondo 
perché creda che Tu sei con noi.

 

Signore 
« Pace in terra agli uomini » 
è annuncio, è realtà sicura: 
nelle mie mani sia un dono per tutti.

 Preghiera di una comunità cristiana del Brasile

Dio solo può dare la fede;
Tu, però, puoi dare testimonianza.
Dio solo può dare la speranza;
Tu, però, puoi infondere fiducia.
Dio solo può dare l’amore;
Tu, però, puoi insegnare all’altro ad amare.
Dio solo può dare la pace;
Tu, però, puoi seminare l’unione.
Dio solo può dare la forza;
Tu, però, puoi dare sostegno ad uno scoraggiato.
Dio solo è la via;
Tu, però, puoi indicarla agli altri.
Dio solo è la luce;
Tu, però, puoi farla brillare agli occhi di tutti.
Dio solo è la vita;
Tu, però, puoi fare rinascere negli altri la voglia di vivere.
Dio solo può fare ciò che appare impossibile;
Tu, però, puoi fare il possibile.
Dio solo basta a se stesso;
Egli, però, preferisce contare su di Te.

 LinK

 

 

 

 

 

Per ricordare...


Ultima lettera scritta da
don Andrea Santoro

(Da "Finestra per il Medioriente" - Numero 19 - Febbraio 2005 riportata in (ZENIT.org 6 febbraio 2006).

Carissimi,
vi scrivo da Roma, dove sono arrivato da circa 3 settimane prima di ripartire per la Turchia tra qualche giorno. Sono stati giorni molto intensi dedicati a testimonianze, incontri, catechesi, conferenze, momenti di preghiera. Il tutto finalizzato a favorire passaggi di informazioni e conoscenze tra Medio Oriente, visto attraverso la mia esperienza personale, e la realtà del nostro Occidente, come e nelle finalità della "Finestra per il Medio Oriente".

Ho trovato ovunque interesse e partecipazione e un sincero desiderio di capire e di allacciare legami di comunione. Ho sentito quanto sia importante e possibile a realizzarsi uno scambio di doni spirituali tra questi due mondi. Il Medio Oriente, grande "terra santa" dove Dio ha deciso di comunicarsi in modo speciale all 'uomo, ha le sue ricchezze e la sua capacità, grazie alla luce che Dio vi ha immesso da sempre, di illuminare il nostro mondo occidentale.

Ma il Medio Oriente ha la sue oscurità, i suoi problemi spesso tragici e i suoi "vuoti". Ha bisogno quindi a sua volta che quel Vangelo che di lì è partito vi sia di nuovo riseminato e quella presenza che Cristo vi realizzò vi sia di nuovo riproposta. È una reciproca "rievangelizzazione" e arricchimento che i due mondi si possono scambiare.

A Trabzon, nel frattempo, la minuscola comunità cristiana si è riunita ogni domenica mattina per celebrare la liturgia della Parola e la chiesa è stata aperta ai visitatori musulmani due volte la settimana sotto la responsabilità di una persona di fiducia. Vi farò sapere come è andata.

Vi saluto affidandovi queste riflessioni ed esortando me e voi a mettere sempre in contatto la fede con il presente. Non una fede astratta e generica ma una fede quasi come da quei primi "inizi" ci e stata riversata in grembo di generazione in generazione. Il lievito, come dice il Vangelo, ha una sua capacità misteriosa di fermentare la pasta, se viene messo in contatto con essa. La pasta di ogni tempo, di ogni luogo, di ogni generazione.

Inoltre Gesù diceva: «Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre». Se la sua luce è in noi, non solo illuminerà ogni situazione, fosse pure la più tragica, ma noi pure, come sempre Lui diceva, saremo luce. La luce fioca di una candela illumina una casa, un lampadario fulminato lascia tutto al buio, che Lui brilli in noi con la sua parola, con il suo Spirito, con la linfa dei suoi santi. Che la nostra vita sia la cera che si consuma in totale disponibilità.

Con affetto.

Don Andrea


 

Il parcheggio del calvario... a due passi dalla Pasqua!

Un vibrante ed appassionato atto di fede del compianto Vescovo di Molfetta Tonino Bello. La Parrocchia di Villar perosa (TO) lo fa suo e lo offre come meditazione di sicura speranza ai partecipanti alla "Via Crucis " 2005 dalla Chiesa di S. Aniceto alla Chiesa di S. Pietro in Vincoli.

Miei cari fratelli,
nel Duomo vecchio di Molfetta c ’è un grande Crocifisso di terracotta. L’ha donato, qualche anno fa uno scultore del luogo. Il Parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: "Collocazione provvisoria".
La scritta, che i n un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell’opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il Parroco di non rimuovere per nessuna ragione il Crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito.
Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la Croce. La mia, la tua croce, non solo quella del Cristo.
Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. Animo, tu che provi i morsi della solitudine.
Abbi fiducia, tu che bevi il calice amaro dell’abbandono.
Non ti disperare, madre dolcissima, che hai partorito un figlio focomelico.
Non imprecare, sorella, che ti vedi distruggere giorno dopo giorno da un male che non perdona.
Asciugati le lacrime, fratello, che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che credevi tuoi amici.
Non angosciarti, tu che per un tracollo improvviso vedi i tuoi beni pignorati, i tuoi progetti in frantumi, le tue fatiche distrutte.
Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire.
Non abbatterti, fratello povero, che non sei calcolato da nessuno, che non sei creduto dalla gente e che, invece del pane, sei costretto ad ingoiare bocconi di amarezza.
Asciugati le lacrime, fratello, che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che credevi tuoi amici.
Non angosciarti, tu che per un tracollo improvviso vedi i tuoi beni pignorati, i tuoi progetti in frantumi.
Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire.
Non avvilirti, amico sfortunato, che nella vita hai visto partire tanti bastimenti, e tu sei rimasto sempre a terra.
Coraggio. La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre "collocazione provvisoria ".Il Calvario, dove essa è piantata non è zona residenziale.
E il terreno di questa collina dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificatorio.
Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della croce.
C ’è una frase immensa, che riassume la tragedia del creato al momento della morte di Cristo: "Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra". Forse è la frase più scura di tutta la Bibbia. Per me è una delle più luminose.
Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invalicabili, il tempo concesso al buio di infierire sulla terra.
Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell’uomo.
Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota.
Al di fuori di quell’orario, c’è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva da Dio.
Coraggio, fratello che soffri. C ’è anche per te una deposizione della croce. C ’è anche per te una pietà sovrumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un volto amico, intriso di sangue e coronato di spine, che sfiora con un bacio la tua fronte febbricitante. Ecco un grembo dolcissimo di donna che ti avvolge di tenerezza.
Tra le braccia materne si svelerà, finalmente, tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra assurdo.
Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali, e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.
Un abbraccio.
Don Tonino Bello,Vescovo

****

AUGURI SCOMODI

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.

 

Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.

Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali

e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

 

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

 

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

 

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

 

Don Tonino Bello

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Sulla pace e la fraternità

" Chi ama la pace ha il coraggio di tirare fino in fondo le conseguenze di certe verità. Non ha paura di dire come stanno le cose, anche quando le sue parole rovinano la digestione dei potenti. Non ammorbidisce la profezia con i trucchi diplomatici, pur di non arrecare dispiacere a qualcuno (…) Chi ama la pace sceglie il linguaggio evangelico del s’, sì – no, no. Chi ama la pace insomma è disposto a pagare. Perché la verità non si vende. Si compra. E a caro prezzo, fino al prezzo della croce"

"Coraggio, fratelli profeti ! Diciamo che ogni guerra è iniqua. Promoviamo una cultura di pace… denunciamo a chiare lettere l’ingiustizia della corsa alle armi".

" Metti da parte il tuo egoismo, rifiuta l’idolatria del denaro, guardati dal demone perverso dell’accaparramento, battiti perché cambino certe leggi che regolano il mercato, e favorisci col tuo impegno l’avvento di un nuovo ordine economico internazionale".

" E’ vero, la pace è un’acqua che scende dal cielo: ma siamo noi che dobbiamo canalizzarla affinché attraverso le condutture appropriate della nostra genialità, giunga a ristorare tutta la terra. Ecco perché è un " bluff" limitarsi a chiedere la pace in chiesa, e poi non muovere un dito per denunciare la corsa alle armi, il loro commercio clandestino e la follia degli scudi spaziali"

" Smettiamola di tacere! Ricordiamo che delle nostre parole dobbiamo rendere conto agli uomini, ma dei nostri silenzi dobbiamo rendere conto a Dio".

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 COMPAGNI DI VOLO

 Voglio ringraziarti, Signore per il dono della vita;
ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.

A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare,
Signore, che tu abbia un’ala soltanto, l’altra la tieni nascosta,
forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me;
per questo mi hai dato la vita:
perché io fossi tuo compagno di volo.

Insegnami, allora, a librarmi con Te.

Perché vivere non è trascinare la vita,
non è strapparla, non è rosicchiarla,
vivere è abbandonarsi come un gabbiano all’ebbrezza del vento.

Vivere è assaporare l’avventura della libertà.
Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia
Di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te.

Ma non basta saper volare con Te, Signore.
Tu mi hai dato il compito
di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare.

Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.
Non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala ,
l’unica ala inesorabilmente impigliata
nella rete della miseria e della solitudine
e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te;

soprattutto per questo fratello sfortunato,
dammi, o Signore, un’ala di riserva.

 


Dagli scritti di Carlo Carretto sulla preghiera

Non potremo mai definire cosa sia la preghiera. Non ci bastano le parole.

Nessun santo c'è riuscito.

La preghiera va talmente al di là di tutte le definizioni da lasciar sempre spazio ai suo mistero.
Sì, pregare è un mistero.
Pregare è comunicare col mistero che è Dio.
Provateci, e vedrete che con tutta l'abilità non riuscirete a contenere nelle vostre parole, la vostra esperienza di preghiera.
Ma una cosa che riuscirete certamente a definire è che è un rapporto tra due persone.
Quando pregate vi sentirete davanti ad un Altro. 
Può darsi che l'Altro, tu lo senta dentro. Può darsi che tu lo senta fuori. Può darsi che ti senta avvolto. Può darsi che ti senta lontano lontano. Può darsi che tu lo senta come Silenzio come Assenza, come Aridità, come Oscurità o come Luce o come Gaudio o come Pienezza o come Rimprovero. 

Non c'è limite all'esperienza di Dio in noi. 
Lui è la novità ed ho l'impressione che non si ripeta mai nel modo di avvicinarsi a noi. 
Quando l'ho atteso sotto un olivo è venuto sotto una quercia; quando l'ho atteso in chiesa è venuto in città; quando l'ho cercato nelle gioie è venuto nel pianto; quando non l'attendevo più l'ho trovato davanti a me ad aspettarmi.

(...) Bisogna pregare sempre [1°Ts 5:17], pregare nello spirito in tutte le occasioni [Ef 6:18], elevare in tutti i luoghi le mani supplicanti [1°Tm 2:8]. 
(...) Pregare non significa tanto parlare ma ascoltare: contemplare non significa guardare ma essere guardati da Dio. 
Che volete che io guardi quando prego! Vi posso assicurare che in nessun momento mi sento così miope come quando cerco di puntare gli occhi su Dio. E Lui è là che ti guarda. E se ti guarda ti ama e amandoti ti dà ciò che cerchi: se stesso. E' Lui che mi ha cercato per primo ed è Lui che continua a cercarmi. 
Ciò che conta è lasciarsi fare, vivere di fede, confidare nell'Eterno. 

Capire soprattutto una cosa: che il nostro sviluppo dipende da leggi che non sono le nostre, da una volontà che ci supera. 
Accettare che Lui faccia senza che noi non sappiamo come è cosa dura e ci vuol molto tempo prima d'impararlo a memoria. 
Ma quando l'avremo imparato... che gioia! Poter vivere di questa sensazione: Dio fa mentre io dormo, Dio pensa a me mentre io lavoro o prego, Dio interverrà al momento giusto, Dio mi attende a pregare, Dio conosce il mio domani. 

Lascia dietro di te il tempo, lo spazio, il numero, il concetto, la ragione, la cultura e guarda avanti. Guarda al di là di te; al di là della tua incapacità e del tuo limite e aspetta. Lascia che le lacrime righino l'aridità della tua fede. Non pensare ad altro: Dio è davanti a te.
(...) La preghiera non è una evasione ma un'illuminazione dal di dentro: non è una fuga ma un fiat di accettazione. 
(...) Pregare è amare e amare Dio è come amare gli uomini: si vede. (...) Rileggete il Cantico dei Cantici. Non riuscite mai a vedere la differenza che passa tra l'amore appassionato della sposa per lo sposo da quello tra l'anima e Dio. Si direbbe che sono la stessa cosa: certo hanno la stessa maniera di esprimersi.
Ed è proprio così che capita a chi di noi ama Dio. Quindi non chiederti se hai tempo di pregare quando sei molto occupato, chiediti se hai tempo per amare. 
(...) Forse che non posso trasformare la mia preghiera in frasi rotte di affetto e dirgli mentre metto a letto il bimbo "Gesù ti amo" o mentre squilla il telefono "Buon giorno, Gesù". (...) O mentre cammino nella sera dopo l'ufficio tra la folla anonima "Gesù abbi pietà di noi, siamo peccatori". 
(...) No, per pregare non sono indispensabili le chiese, le formule, gli schemi: ciò che è indispensabile e che io ami perché l'amore è la più alta preghiera e ne è la pienezza. (...) Più ci liberiamo dalle strutture, dalle formule, dagli... idoli, più semplifichiamo la nostra vita spirituale e più l'unione con Dio diventa reale. 
(...) Non è un assoluto pregare in chiesa. Si può benissimo trovare Dio sotto le stelle o camminando in mezzo a una folla in città. No, per pregare non sono indispensabili le chiese o le formule ma... possono aiutare nei tempi normali. 
(...) Lo so che ti contorci pieno di dubbi: non avere paura. Sì, fatti coraggio, Dio ti ama. Ti ama e il suo amore è gratuito. Non ti ama per quel che vali, ti ama perché Dio non può fare a meno di amarti: è Amore. 
(...) Ma come posso io amare chi non conosco, rispondere al suo amore che non vedo. 
Non posso amare ciò che non conosco e Dio che lo sa meglio di me non poteva chiamarci al suo amore, senza fare in modo che la conoscenza di Lui sia resa possibile.
Tu accettando l'amore nella preghiera gli permetti di farti il dono della sua conoscenza, tu offrendogli la lavagna pulita della tua anima gli dai la possibilità di disegnare su di essa i tratti del suo volto. 

L'inconoscibile diventa conoscenza; l'amore realizza il passaggio della frontiera dell'invisibile; l'al di là delle cose transita al di qua e diventa vita. 
Gesù l'ha definita vita eterna e l'ha precisata con queste mirabili parole: questa è la vita eterna che conoscano Te Padre e Colui che hai mandato il Cristo [Gv 17:3].
Non sono stato deluso e se voi mi chiedeste perché credo in Dio io vi risponderei: perché mi si è rivelato, e se voi mi chiedeste qual è la prova più alta della sua conoscenza, io vi risponderei: perché sono stato con lui. 

(...) Posso dire: «Io credo in Dio perché lo conosco». 
L'uomo vecchio che è in me crede in Dio solo per analogia, attraverso la natura, la ragione, i simboli; ma il «bimbo» di Dio che è nato e che si sviluppa in me crede in Dio perché lo conosce. E lo conosce perché Lui si fa conoscere. 

Ma non nella carne e nel sangue, bensì nella stessa vita divina che gli trasmette nel suo amore.

Questa è la mia forza.

Ed è su questa forza ch'io metto la mia speranza.

Su questa straordinaria realtà che io gioco tutta la mia vita.

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