Biblioteca

Spiritualità

*** Frammenti di Riflessione ***

Giovanni Paolo II

  Don Andrea Santoro

Don Tonino Bello

Fratel Carlo Carretto

Per ricordare...


Ultima lettera scritta da
don Andrea Santoro

(Da "Finestra per il Medioriente" - Numero 19 - Febbraio 2005 riportata in (ZENIT.org 6 febbraio 2006).

Carissimi,
vi scrivo da Roma, dove sono arrivato da circa 3 settimane prima di ripartire per la Turchia tra qualche giorno. Sono stati giorni molto intensi dedicati a testimonianze, incontri, catechesi, conferenze, momenti di preghiera. Il tutto finalizzato a favorire passaggi di informazioni e conoscenze tra Medio Oriente, visto attraverso la mia esperienza personale, e la realtà del nostro Occidente, come e nelle finalità della "Finestra per il Medio Oriente".

Ho trovato ovunque interesse e partecipazione e un sincero desiderio di capire e di allacciare legami di comunione. Ho sentito quanto sia importante e possibile a realizzarsi uno scambio di doni spirituali tra questi due mondi. Il Medio Oriente, grande "terra santa" dove Dio ha deciso di comunicarsi in modo speciale all 'uomo, ha le sue ricchezze e la sua capacità, grazie alla luce che Dio vi ha immesso da sempre, di illuminare il nostro mondo occidentale.

Ma il Medio Oriente ha la sue oscurità, i suoi problemi spesso tragici e i suoi "vuoti". Ha bisogno quindi a sua volta che quel Vangelo che di lì è partito vi sia di nuovo riseminato e quella presenza che Cristo vi realizzò vi sia di nuovo riproposta. È una reciproca "rievangelizzazione" e arricchimento che i due mondi si possono scambiare.

A Trabzon, nel frattempo, la minuscola comunità cristiana si è riunita ogni domenica mattina per celebrare la liturgia della Parola e la chiesa è stata aperta ai visitatori musulmani due volte la settimana sotto la responsabilità di una persona di fiducia. Vi farò sapere come è andata.

Vi saluto affidandovi queste riflessioni ed esortando me e voi a mettere sempre in contatto la fede con il presente. Non una fede astratta e generica ma una fede quasi come da quei primi "inizi" ci e stata riversata in grembo di generazione in generazione. Il lievito, come dice il Vangelo, ha una sua capacità misteriosa di fermentare la pasta, se viene messo in contatto con essa. La pasta di ogni tempo, di ogni luogo, di ogni generazione.

Inoltre Gesù diceva: «Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre». Se la sua luce è in noi, non solo illuminerà ogni situazione, fosse pure la più tragica, ma noi pure, come sempre Lui diceva, saremo luce. La luce fioca di una candela illumina una casa, un lampadario fulminato lascia tutto al buio, che Lui brilli in noi con la sua parola, con il suo Spirito, con la linfa dei suoi santi. Che la nostra vita sia la cera che si consuma in totale disponibilità.

Con affetto.

Don Andrea


AUGURI SCOMODI

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.

 

Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.

Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali

e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

 

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

 

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

 

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

 

Don Tonino Bello

****

Sulla pace e la fraternità

" Chi ama la pace ha il coraggio di tirare fino in fondo le conseguenze di certe verità. Non ha paura di dire come stanno le cose, anche quando le sue parole rovinano la digestione dei potenti. Non ammorbidisce la profezia con i trucchi diplomatici, pur di non arrecare dispiacere a qualcuno (…) Chi ama la pace sceglie il linguaggio evangelico del s’, sì – no, no. Chi ama la pace insomma è disposto a pagare. Perché la verità non si vende. Si compra. E a caro prezzo, fino al prezzo della croce"

"Coraggio, fratelli profeti ! Diciamo che ogni guerra è iniqua. Promoviamo una cultura di pace… denunciamo a chiare lettere l’ingiustizia della corsa alle armi".

" Metti da parte il tuo egoismo, rifiuta l’idolatria del denaro, guardati dal demone perverso dell’accaparramento, battiti perché cambino certe leggi che regolano il mercato, e favorisci col tuo impegno l’avvento di un nuovo ordine economico internazionale".

" E’ vero, la pace è un’acqua che scende dal cielo: ma siamo noi che dobbiamo canalizzarla affinché attraverso le condutture appropriate della nostra genialità, giunga a ristorare tutta la terra. Ecco perché è un " bluff" limitarsi a chiedere la pace in chiesa, e poi non muovere un dito per denunciare la corsa alle armi, il loro commercio clandestino e la follia degli scudi spaziali"

" Smettiamola di tacere! Ricordiamo che delle nostre parole dobbiamo rendere conto agli uomini, ma dei nostri silenzi dobbiamo rendere conto a Dio".

****

 COMPAGNI DI VOLO

 Voglio ringraziarti, Signore per il dono della vita;
ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.

A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare,
Signore, che tu abbia un’ala soltanto, l’altra la tieni nascosta,
forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me;
per questo mi hai dato la vita:
perché io fossi tuo compagno di volo.

Insegnami, allora, a librarmi con Te.

Perché vivere non è trascinare la vita,
non è strapparla, non è rosicchiarla,
vivere è abbandonarsi come un gabbiano all’ebbrezza del vento.

Vivere è assaporare l’avventura della libertà.
Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia
Di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te.

Ma non basta saper volare con Te, Signore.
Tu mi hai dato il compito
di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare.

Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.
Non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala ,
l’unica ala inesorabilmente impigliata
nella rete della miseria e della solitudine
e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te;

soprattutto per questo fratello sfortunato,
dammi, o Signore, un’ala di riserva.

 


Dagli scritti di Carlo Carretto sulla preghiera

Non potremo mai definire cosa sia la preghiera. Non ci bastano le parole.

Nessun santo c'è riuscito.

La preghiera va talmente al di là di tutte le definizioni da lasciar sempre spazio ai suo mistero.
Sì, pregare è un mistero.
Pregare è comunicare col mistero che è Dio.
Provateci, e vedrete che con tutta l'abilità non riuscirete a contenere nelle vostre parole, la vostra esperienza di preghiera.
Ma una cosa che riuscirete certamente a definire è che è un rapporto tra due persone.
Quando pregate vi sentirete davanti ad un Altro. 
Può darsi che l'Altro, tu lo senta dentro. Può darsi che tu lo senta fuori. Può darsi che ti senta avvolto. Può darsi che ti senta lontano lontano. Può darsi che tu lo senta come Silenzio come Assenza, come Aridità, come Oscurità o come Luce o come Gaudio o come Pienezza o come Rimprovero. 

Non c'è limite all'esperienza di Dio in noi. 
Lui è la novità ed ho l'impressione che non si ripeta mai nel modo di avvicinarsi a noi. 
Quando l'ho atteso sotto un olivo è venuto sotto una quercia; quando l'ho atteso in chiesa è venuto in città; quando l'ho cercato nelle gioie è venuto nel pianto; quando non l'attendevo più l'ho trovato davanti a me ad aspettarmi.

(...) Bisogna pregare sempre [1°Ts 5:17], pregare nello spirito in tutte le occasioni [Ef 6:18], elevare in tutti i luoghi le mani supplicanti [1°Tm 2:8]. 
(...) Pregare non significa tanto parlare ma ascoltare: contemplare non significa guardare ma essere guardati da Dio. 
Che volete che io guardi quando prego! Vi posso assicurare che in nessun momento mi sento così miope come quando cerco di puntare gli occhi su Dio. E Lui è là che ti guarda. E se ti guarda ti ama e amandoti ti dà ciò che cerchi: se stesso. E' Lui che mi ha cercato per primo ed è Lui che continua a cercarmi. 
Ciò che conta è lasciarsi fare, vivere di fede, confidare nell'Eterno. 

Capire soprattutto una cosa: che il nostro sviluppo dipende da leggi che non sono le nostre, da una volontà che ci supera. 
Accettare che Lui faccia senza che noi non sappiamo come è cosa dura e ci vuol molto tempo prima d'impararlo a memoria. 
Ma quando l'avremo imparato... che gioia! Poter vivere di questa sensazione: Dio fa mentre io dormo, Dio pensa a me mentre io lavoro o prego, Dio interverrà al momento giusto, Dio mi attende a pregare, Dio conosce il mio domani. 

Lascia dietro di te il tempo, lo spazio, il numero, il concetto, la ragione, la cultura e guarda avanti. Guarda al di là di te; al di là della tua incapacità e del tuo limite e aspetta. Lascia che le lacrime righino l'aridità della tua fede. Non pensare ad altro: Dio è davanti a te.
(...) La preghiera non è una evasione ma un'illuminazione dal di dentro: non è una fuga ma un fiat di accettazione. 
(...) Pregare è amare e amare Dio è come amare gli uomini: si vede. (...) Rileggete il Cantico dei Cantici. Non riuscite mai a vedere la differenza che passa tra l'amore appassionato della sposa per lo sposo da quello tra l'anima e Dio. Si direbbe che sono la stessa cosa: certo hanno la stessa maniera di esprimersi.
Ed è proprio così che capita a chi di noi ama Dio. Quindi non chiederti se hai tempo di pregare quando sei molto occupato, chiediti se hai tempo per amare. 
(...) Forse che non posso trasformare la mia preghiera in frasi rotte di affetto e dirgli mentre metto a letto il bimbo "Gesù ti amo" o mentre squilla il telefono "Buon giorno, Gesù". (...) O mentre cammino nella sera dopo l'ufficio tra la folla anonima "Gesù abbi pietà di noi, siamo peccatori". 
(...) No, per pregare non sono indispensabili le chiese, le formule, gli schemi: ciò che è indispensabile e che io ami perché l'amore è la più alta preghiera e ne è la pienezza. (...) Più ci liberiamo dalle strutture, dalle formule, dagli... idoli, più semplifichiamo la nostra vita spirituale e più l'unione con Dio diventa reale. 
(...) Non è un assoluto pregare in chiesa. Si può benissimo trovare Dio sotto le stelle o camminando in mezzo a una folla in città. No, per pregare non sono indispensabili le chiese o le formule ma... possono aiutare nei tempi normali. 
(...) Lo so che ti contorci pieno di dubbi: non avere paura. Sì, fatti coraggio, Dio ti ama. Ti ama e il suo amore è gratuito. Non ti ama per quel che vali, ti ama perché Dio non può fare a meno di amarti: è Amore. 
(...) Ma come posso io amare chi non conosco, rispondere al suo amore che non vedo. 
Non posso amare ciò che non conosco e Dio che lo sa meglio di me non poteva chiamarci al suo amore, senza fare in modo che la conoscenza di Lui sia resa possibile.
Tu accettando l'amore nella preghiera gli permetti di farti il dono della sua conoscenza, tu offrendogli la lavagna pulita della tua anima gli dai la possibilità di disegnare su di essa i tratti del suo volto. 

L'inconoscibile diventa conoscenza; l'amore realizza il passaggio della frontiera dell'invisibile; l'al di là delle cose transita al di qua e diventa vita. 
Gesù l'ha definita vita eterna e l'ha precisata con queste mirabili parole: questa è la vita eterna che conoscano Te Padre e Colui che hai mandato il Cristo [Gv 17:3].
Non sono stato deluso e se voi mi chiedeste perché credo in Dio io vi risponderei: perché mi si è rivelato, e se voi mi chiedeste qual è la prova più alta della sua conoscenza, io vi risponderei: perché sono stato con lui. 

(...) Posso dire: «Io credo in Dio perché lo conosco». 
L'uomo vecchio che è in me crede in Dio solo per analogia, attraverso la natura, la ragione, i simboli; ma il «bimbo» di Dio che è nato e che si sviluppa in me crede in Dio perché lo conosce. E lo conosce perché Lui si fa conoscere. 

Ma non nella carne e nel sangue, bensì nella stessa vita divina che gli trasmette nel suo amore.

Questa è la mia forza.

Ed è su questa forza ch'io metto la mia speranza.

Su questa straordinaria realtà che io gioco tutta la mia vita.

Altre preghiere