CORSO DI INIZIO SERVIZIO GIORNATA DI S. MASSIMILIANO CORSO DI META' SERVIZIO
 
San Massimiliano
VIII Incontro nazionale dei giovani in servizio civile


Il giorno 12 marzo 2011,  tradizionale data che ricorda San Massimiliano, martire per obiezione di coscienza, si è svolto a Roma, alla “Domus Pacis” Park Hotel, l'ottavo Incontro nazionale dei giovani in servizio civile presso gli enti di ispirazione cristiana appartenenti al Tavolo ecclesiale sul servizio civile.

San Massimiliano è un giovane che rifiutò di prestare servizio militare nelle legioni romane perché cristiano, dunque radicalmente contrario all'uso della violenza, e che  venne giustiziato il 12 marzo del  295 d.C. nel foro di Tebessa, presso Cartagine, nell’attuale Tunisia.

I temi principali trattati durante la giornata hanno riguardato l'educazione dei giovani alla pace, l’importanza del volontariato e il servizio civile.

Dopo il saluto di monsignor  Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente della Caritas italiana e la lettura a mò di riflessione-preghiera, di un brano di San Massimiliano, è intervenuto  monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, che ha denunciato il rischio che, a causa di uno Stato sempre meno sensibile,  il servizio civile diventi «irrilevante»,  in quanto coinvolge sempre meno giovani, perdendo così il suo significato originale di strumento utile «a formare cittadini responsabili e solidali ». Egli ha inoltre dichiarato che il servizio civile è un’esperienza di educazione civica, una scuola di cittadinanza, nella quale i giovani si ritrovano a misurare le proprie aspirazioni e atteggiamenti anche in relazione alle Istituzioni¸ è una scuola di vita per apprendere i valori di solidarietà, giustizia e pace e per imparare a compiere scelte personali.

Diego Cipriani (responsabile dell'Ufficio solidarietà e servizio civile della Caritas italiana) ha riferito che inizialmente  il servizio civile era legato all’obiezione di coscienza di fronte alla leva militare da parte dei ragazzi; da un decennio esatto, invece,  è diventato qualcosa di più ampio, dal momento che, tra l’altro, è stata data anche alle donne la possibilità di svolgerlo. Ha affermato che «nel 2011 si capirà se l’esperienza nata nel nostro Paese nel 1972, con gli obiettori di coscienza al servizio militare, e sopravvissuta alla fine della leva obbligatoria, avrà ancora un futuro».

Durante la giornata è stata anche letta la lettera, scritta l’occasione dal Presidente della Repubblica, in cui viene espresso agli Enti del Tavolo ecclesiale sul servizio civile e a tutti i volontari un «rinnovato apprezzamento per il vitale e prezioso impegno profuso, nel quale i principi universali della solidarietà, della tutela della dignità umana e del rafforzamento della coesione sociale si saldano con i fondamenti etici che hanno sempre ispirato la nobile tradizione del pensiero cattolico e l'alto magistero della Chiesa».

Nel pomeriggio sono state ascoltate testimonianze dei “caschi bianchi”, volontari che prestano servizio all’estero e sono stati effettuati collegamenti video sul tema “I giovani in servizio civile in Italia e all’estero si raccontano”, con la conduzione di Maurizio Di Schino di Tv2000.

S.E. mons. Giuseppe Merisi ha concluso la giornata con la celebrazione della Santa Messa.

Durante la giornata  numerose volte abbiamo sentito  pronunciare questa frase: “il Servizio Civile ti cambia la vita”: sembra uno “slogan” molto semplice e categorico, ma soltanto vivendone l’esperienza si riesce a comprendere il significato di ogni singola parola, che lo fa diventare un qualcosa di indescrivibile.

L’incontro è anche servito a farci riflettere che bisogna imparare a gestire le proprie emozioni, a confrontarsi con la sofferenza, a capire quanto possiamo effettivamente donare.

Bove Caterina, Carnicelli Stefano,
Vecchietti Stefania, Mazzetti Simone,
Aquilani Chiara e Soldati Claudio.