Presentazione

Attività

Statistiche

SERVIZIO DI ORIENTAMENTO AL LAVORO

affidato dalla Caritas  Diocesana di Viterbo

all’Associazione di volontariato Caritas “Emmaus”- onlus

(redatto dall’Osservatorio delle povertà e delle risorse)

2010

PRESENTAZIONE DEL SERVIZIO E DATI STATISTICI

1) PRESENTAZIONE DEL SERVIZIO

Il Servizio di Orientamento al Lavoro opera all’interno del Centro di Ascolto diocesano che ha come metodologia:

- accoglienza-ascolto;

- discernimento-orientamento;

- accompagnamento-presa in carico;

- verifica.

Il Servizio, nato il 15 Giugno 1998, lavorando per progetti ed operando  in rete con gli altri Servizi dell’Associazione di Volontariato Caritas “Emmaus” e con Enti Pubblici e Privati del territorio locale, svolge le funzioni qui di seguito descritte.

1.1)      ORIENTAMENTO PROFESSIONALE E RICERCA ATTIVA DEL LAVORO

L’attività ordinaria del Servizio di Orientamento al Lavoro si focalizza sui seguenti punti:

·        Bilancio delle competenze;

·        Stesura del Curriculum Vitae;

·        Ricerca e presentazione delle offerte di lavoro;

·        Contatto domanda\offerta. Dalla sua apertura alla fine dell’anno 2010 il Servizio di Orientamento al Lavoro ha aiutato 718 disoccupati a reinserirsi nel mercato.

Per approfondimenti relativi alle attività dell’orientamento e della ricerca attiva del lavoro cfr.  Bocci & Levroni, 2005; Bocci, 2007.

1.2)      SUPERVISIONE DEI TIROCINANTI

Dall’anno 2003 la Diocesi di Viterbo-Caritas Diocesana Servizio di Orientamento al Lavoro ha attivato convenzioni alcune convenzioni,
per lo svolgimento di tirocini Pre e Post Lauream presso l’Ente, con l’Università:

- le Facoltà di Psicologia 1 e 2 della Sapienza Università di Roma;

- la Scuola di Specializzazione in Valutazione Psicologica;

- l’Università degli studi LUMSA di Roma;

- l’Università degli Studi Roma Tre -Facoltà di Scienze della Formazione- Indirizzo   Educatore Professionale di Comunità.

 Le risorse umane  coinvolte presso il Servizio di Orientamento al Lavoro al 31\12\2011 sono 33; esse partecipano sia alle attività ordinarie del Servizio di Orientamento che ad interventi, ricerche e sperimentazioni. Talvolta la collaborazione con l’Ente è proseguita, a diverso titolo, anche oltre il periodo formale di tirocinio.

1.3)      ATTIVITA’ DI RICERCA IN CONTESTI ISTITUZIONALI

Il Servizio di Orientamento al Lavoro ha promosso e condotto una ricerca\intervento su: “La situazione  degli immigrati nelle carceri. Studio sulle problematiche  dell’immigrato recluso, finalizzato alla promozione dei suoi diritti, al miglioramento delle condizioni di vita, alla socializzazione e al suo recupero” presso la Casa Circondariale di Mammagialla in accordo con il Ministero della Giustizia. I principali risultati sono stati pubblicati in:

Bocci, E. (2011). Sbarre dentro e fuori il carcere. Aracne: Roma.

1.4)      PARTECIPAZIONE A CORSI DI FORMAZIONE ED INTERVENTI DI ORIENTAMENTO

Il Servizio di Orientamento al Lavoro ha svolto diversi corsi di formazione informatica in collaborazione con  il Ministero della Giustizia- Esecuzione Penale Esterna di Viterbo e Rieti- nel periodo 2002\2005 (progetti: “Password”; “Password2”; “Password3”; “VideoPassword”). I corsi di formazione sono stati destinati a  soggetti a misura cautelare esterna.

Tra le attività di Orientamento al Lavoro svolte dal Servizio in collaborazione con altri Enti ricordiamo:

- la progettazione ed esecuzione di percorsi di orientamento al lavoro all’interno della Casa Circondariale di Viterbo in collaborazione con il Ministero della Giustizia nelle annualità 2008\2009 (progetto Percorsi di Orientamento), destinate ai detenuti della Casa Circondariale di Viterbo;

- lo svolgimento della fase di orientamento al lavoro all’interno di ampi partenariati per progetti\intervento supervisionati dalla Provincia di Viterbo nelle annualità 2007\2008 (progetto Tuscia Integra Relatium Distretti), 2004\2005 (progetto Relatium) destinati a fasce deboli diversificate tra le quali gli ex alcolisti e gli ex tossicodipendenti.

Un confronto tra gli interventi Percorsi di Orientamento e Tuscia Integra Relatium Distretti è presentato nel volume a cura di Bocci & Natali, 2009.

1.5)      PARTECIPAZIONE ALLE RICERCHE\SPERIMENTAZIONI DI SCAMBIO INTERCULTURALE\INTERGENERAZIONALE

Dal 2002 il Servizio di Orientamento al Lavoro collabora con l’Università di Milano -Facoltà di Scienze Politiche Laboratorio Incontri Generazionali per lo svolgimento di ricerche\sperimentazioni denominate “Nonni e Nipoti” (cfr. inter alia: Albanese, Pozzi & Bocci, 2005; Albanese & Bocci, 2009). Gli studi, che hanno per target ragazzi di diverse nazionalità (i Nipoti) e anziani over ’60 (i Nonni) utilizzano il linguaggio informatico (computer, videocamera e macchina fotografica digitale) per ridurre stereotipi e categorizzazioni durante l’incontro interculturale e intergenerazionale in contesti di vacanza.

Alcuni risultati delle ricerche svolte a Viterbo sono stati presentati in numerosi Congressi della Associazione Ricerche Interdisciplinari di Psicologia del Turismo. Nell’anno 2009 il V Congresso  biennale dell’A.R.I.P.T. è stato realizzato a  Viterbo-Tarquinia (15\17 Ottobre 2009); tra gli Enti partner hanno contribuito all’organizzazione del Congresso viterbese sia la Caritas Diocesana di Viterbo che l’Associazione di volontariato Caritas “Emmaus”.

 

2) PRINCIPALI DATI STATISTICI RELATIVI ALL’ANNO 2010, CON UNO SGUARDO AL PASSATO

L’esperienza maturata nel corso degli anni di attività del Servizio di Orientamento al Lavoro ha portato nel tempo gli operatori a maturare la convinzione che i Servizi di orientamento e impiego ubicati nel territorio locale dovrebbero dialogare tra di loro, avendo in comune sia buona parte dell’Utenza che delle offerte di lavoro. Si andava configurando, quindi, nel tempo, l’idea che potesse essere realizzato su Internet un portale per il lavoro dove confluissero almeno le diverse offerte, se non anche i curricula dei disoccupati. Tale strumento di divulgazione sarebbe risultato utile sia a chi offre il lavoro, che, soprattutto, ad evitare le migrazioni dell’Utenza disoccupata da un Servizio all’altro.

L’idea, che nel 2007 aveva assunto anche una struttura progettuale, è stata presentata in diversi contesti e accennata in una pubblicazione (Bocci, 2007); tuttavia, alcune difficoltà intervenute ne hanno finora impedito la realizzazione. Ciò che si è avviato fin da subito, e prosegue a tutt’oggi, è invece la presenza, presso il Servizio di Orientamento al Lavoro di una bacheca contenente le diverse offerte di lavoro, in formato cartaceo, divulgate  tramite diverse fonti: riviste specializzate; agenzie interinali; Enti comunali e provinciali deputati all’orientamento professionale e al raccordo domanda-offerta.

 Grazie a questa bacheca, disponibile e aggiornata tutti i giorni della settimana, anche gli Utenti privi di connessione Internet possono avere riepilogata in un unico servizio una panoramica delle offerte di lavoro e recarsi quindi agli uffici competenti, avendo già acquisito informazioni mirate.

Il Servizio di Orientamento al Lavoro incontra gli Utenti quattro mattine a settimana, svolgendo colloqui con centinaia di disoccupati e proponendo loro la vasta gamma di offerte di lavoro, come qui di seguito sintetizzato.

2.1)      I COLLOQUI E LE PERSONE

Durante l’anno 2010 sono afferiti al  Servizio di Orientamento al Lavoro712 utenti con i quali sono stati effettuati n° 1208 colloqui.

            Oltre ai colloqui di orientamento sono state scambiate informazioni in materia di immigrazione e di  lavoro. Si tratta di 39 consulenze, per alcune delle quali, molto specifiche rispetto agli aspetti giuridici in materia di immigrazione, ci si è avvalsi della collaborazione del dr. Raffaele Miele.

Tab 1: Numero di passaggi dell’Utenza nell’anno 2010.

N° PASSAGGI

nell’anno 2010

N° UTENTI

TOTALE colloqui

1

480

480

2

116

232

3

56

168

4

29

116

5

14

70

6

4

24

7

4

28

8

3

24

9

3

27

12

1

12

13

1

13

14

1

14

TOTALE

712

1208

 Le 712 persone che sono state accolte nell’arco del 2010 non devono intendersi necessariamente  le stesse che hanno effettuato il primo colloquio durante l’anno (alcuni di loro  lo avevano effettuato  negli anni precedenti);  infatti, quelli che hanno svolto il primo colloquio nel 2010 sono 453, distribuiti come segue:

Tab 2: Tipologia dell’Utenza al primo colloquio dell’anno 2010.

SESSO

NAZIONALITA’

TOTALE

ITALIANI

STRANIERI

MASCHI

47

123

170

FEMMINE

53

230

283

TOTALE

100

353

453

            Tra gli Utenti,che sono venuti per la prima volta presso il Servizio, circa l’80 % è immigrato e i 2\3 degli stranieri è donna.

La tabella seguente mostra invece la ripartizione  dei 712 Utenti  incontrati nel 2010 secondo le variabili sesso e nazionalità; anche in questo caso, gli Utenti stranieri costituiscono quasi l’80% (558) del totale, e, tra questi, le donne rappresentano oltre il 70% (395).

Tab 3: Tipologia dell’Utenza afferita nel corso dell’anno 2010.

SESSO

NAZIONALITA’

TOTALE

ITALIANI

STRANIERI

MASCHI

59

163

222

FEMMINE

95

395

490

TOTALE

154

558

712

Grafico 1: Ripartizione dell’Utenza  secondo le variabili sesso e nazionalità.

Rispetto ai quattro anni precedenti, si registra un incremento continuo nel numero degli Utenti ed un corrispettivo aumento nel numero di colloqui effettuati; se in media nel 2006 si effettuavano tre colloqui al giorno, oggi si stanno raddoppiando e di questi circa quattro sono svolti con gli immigrati. Infatti, nella ripartizione dell’Utenza gli stranieri dal 2007 hanno raggiunto l’80%, mentre, distinguendo tra uomini e donne immigrate, si mantiene costante il rapporto 1 a 3. Complessivamente, i dati relativi al numero degli immigrati che si rivolgono al Servizio di Orientamento al Lavoro confermano  il trend di crescita già avuto nel periodo 1998\2002 e ripreso nel 2005\2006, una volta ammortizzati gli effetti della normativa nazionale in materia di immigrazione del 2002.

Come nei tre anni  precedenti, circa il 40% dell’utenza si concentra nella fascia d’età compresa tra i 31 ed i 45 anni (332 persone) con il totale più elevato rispetto alle altre fasce di età. Come negli anni passati, sono gli utenti stranieri ad avere il maggior numero di frequenze in questo range, mentre gli italiani (maschi e femmine) hanno in genere frequenze elevate anche nella fascia 46-60. La presenza di una consistente percentuale di Utenti nella fascia centrale di età garantisce al servizio, nel corso del tempo, un elevato numero di persone mature, ma non ancora over45, da candidare nel mercato del lavoro.

Tab 4: Ripartizione dell’Utenza  secondo le variabili: sesso,  età e nazionalità

ETA’

ITALIANI

STRANIERI

TOTALE

TOT

MASCHI

FEMMINE

MASCHI

FEMMINE

MASCHI

FEMMINE

FINO A 18 ANNI

0

0

0

1

0

1

1

DA 19 A 30 ANNI

8

16

41

89

49

105

154

DAI 31 AI 45 ANNI

18

36

77

168

128

204

332

DAI 46 AI 60 ANNI

27

38

42

121

69

159

228

MAGGIORE DI 60 ANNI

6

5

3

16

9

21

30

TOTALE

59

95

163

395

222

490

712

Grafico 2: Ripartizione dell’Utenza secondo la variabile età.

L’andamento della variabile “titolo di studio” rimane sostanzialmente stabile negli ultimi tre anni. Poco meno della metà del campione possiede un diploma (48% degli Utenti, 316 nel 2009); tuttavia, si tratta di un titolo di studio difficilmente riconosciuto, in quanto spesso maturato all’estero (302). Tra gli italiani è la licenza media, invece, che rispecchia la frequenza maggiore (87) nella gamma tra la laurea e l’analfabetismo.

Tab 5: Ripartizione dell’Utenza secondo le variabili: titolo di studio e nazionalità.

TITOLO DI STUDIO

NAZIONALITA’

FREQ.

TOT

 

ITALIANI

STRANIERI

LAUREA

4

55

59

DIPLOMA

38

302

340

LICENZA MEDIA

87

173

262

LICENZA ELEMENTATE

20

26

46

ANALFABETA e/o SENZA TITOLO DI STUDIO

3

2

5

TOTALE

154

558

712

Grafico 3: Ripartizione dell’Utenza secondo le variabili titolo di studio e nazionalità.

Nella ripartizione tra i residenti a Viterbo e coloro che abitano in Provincia notiamo che oltre il 60% degli Utenti risiede nel capoluogo (449). Si conferma, rispetto agli anni precedenti, il trend relativo alla provenienza da Viterbo città; ciò a conferma del ruolo attivo dei Centri di Ascolto zonali diocesani nella presa in carico degli Utenti residenti in Provincia.

Tab 6: Ripartizione dell’Utenza  secondo le variabili: residenza e nazionalità.

NAZIONALITA’

RESIDENZA

TOTALE

VITERBO

FUORI VITERBO

ITALIANI

88

66

154

STRANIERI

361

197

558

TOTALE

449

263

712

Grafico 4: Ripartizione dell’Utenza secondo le variabili: residenza e nazionalità.

Dalla tabella seguente, focalizzata sull’Utenza straniera, è possibile evincere che, tra le diverse nazionalità, come già avvenuto in passato, è presente un’elevata percentuale di soggetti provenienti dal Continente Europeo (381 su 558). 

L’incidenza del Continente Europeo è dovuta soprattutto al considerevole numero di romeni che, dopo l’ingresso in  Europa, hanno deciso di raggiungere il nostro Paese.

Negli ultimi anni la percentuale di romeni al Servizio di Orientamento al Lavoro è oscillata tra il 44% del 2007, il 35% del 2008 e del 2009, per salire al 41% nel 2010. Si conferma dunque, anche presso i servizi Caritas, il gap tra  romeni ed altri europei, così  come quello tra romeni e resto del mondo.

In questo contesto non sempre è possibile concludere con successo il percorso di orientamento al lavoro con gli Utenti stranieri; nonostante  le difficoltà, tuttavia, molti hanno saputo ritagliarsi una nicchia sul mercato, specie nel settore dell’assistenza alle persone  anziane e delle pulizie.

Del resto, come risulta da precedenti ricerche condotte in sinergia con il Centro di Ascolto diocesano negli anni passati (Bocci, Covito & Toti, 2005); Bocci & Levroni, 2005; Bocci, 2007)  alcuni utenti, sia italiani che stranieri, che si rivolgono ai Servizi della Caritas diocesana di Viterbo sono  di passaggio, dunque,  poco inclini ad avviare complessi processi di accoglienza-ascolto-discernimento-presa in carico-verifica e piuttosto in cerca di servizi immediati.

 

2.2)      FOCUS SULLE NAZIONALITA’ STRANIERE

Tab 7: Utenza del Servizio di Orientamento al Lavoro: focus  sulle  nazionalità.

CONTINENTE

NAZIONALITA’

FREQUENZE

EUROPA

ROMENA

231

UCRAINA

50

BULGARA

44

MOLDAVA

19

MACEDONE

9

ALBANESE

8

POLACCA

7

ARMENA

4

BIELORUSSA

3

LITUANA

2

PORTOGHESE

1

TEDESCA

1

BOSNIACA

1

SPAGNOLA

1

TOTALE EUROPA

 

381

AFRICA

TUNISINA

15

MAROCCHINA

14

NIGERIANA

11

SENEGALESE

4

ETIOPE

3

SIERRA LEONE

3

ALGERINA

2

IVORIANA

2

GAMBIA

2

BENINESE

1

EGIZIANA

1

KENIOTA

1

ERITREANA

1

CAPOVERDIANA

1

ISOLE MAURITIUS

1

TOTALE AFRICA

 

62

AMERICA

DOMINICANA

25

PERUVIANA

7

ECUADORIANA

6

COLOMBIANA

4

BRASILIANA

3

HAITIANA

2

BOLIVIANA

1

TOTALE AMERICA

 

48

ASIA

SRILANKESE

44

GEORGIANA

8

BENGALESE

5

BIELORUSSA

3

RUSSA

2

INDIANA

2

LIBANESE

1

IRACHENA

1

KAZAKISTAN

1

TOTALE ASIA

 

67

TOTALE

 

558

Tab 8: Ripartizione dell’Utenza per continenti.

CONTINENTE

               FREQ

EUROPA

381

ASIA

67

AFRICA

62

AMERICA

48

TOTALE

558



Grafico 5: Ripartizione dell’Utenza per continenti.

 

2.3)      LE PROFESSIONALITA’

Il grafico che segue fa riferimento ai settori professionali dell’Utenza. Questo comprende le diverse esperienze acquisite dai singoli soggetti, sia italiani che stranieri. Come risulta evidente, le frequenze più elevate riguardano i servizi alle persone\famiglie (699),  la ristorazione-commercio- turismo-spettacolo (395) e l’artigianato-industria (250).

Grafico 6: Ripartizione dell’Utenza secondo i settori professionali.

E’ possibile entrare nel dettaglio dei settori professionali che hanno le frequenze maggiori: osservando il settore Servizi alle persone/famiglie  riscontriamo la seguente ripartizione:

il numero di badanti che oscilla intorno al 50% nelle diverse annualità è motivato dalla consistenza di  donne straniere.

Tab 9: professionalità relative al settore: servizi alle persone/famiglie.

SERVIZI ALLE PERSONE/ FAMIGLIE

FREQ

BADANTE

354

LAVORI  DOMESTICI

199

DOMESTICO/A

73

BABY SITTER

73

TOTALE

699

 

Grafico 7: :professionalità relative al settore servizi alle persone/famiglie.

Osservando il settore  Ristorazione, Commercio e Turismo/Spettacolo  riscontriamo la seguente ripartizione:

Tab 10: professionalità relative al settore: commercio, turismo e ristorazione.

COMMERCIO-RISTORAZIONE-TURISMO/SPETTACOLO

FREQ

RISTORAZIONE

245

COMMERCIO

134

TURISMO/SPETTACOLO 

16

TOTALE

           395

Grafico 8: professionalità relative al settore ristorazione, commercio  e turismo-spettacolo.

In particolare, all’interno del Commercio troviamo numerose  commesse e rappresentanti; rispetto alla ristorazione  riscontriamo una netta prevalenza delle seguenti figure: cameriere,  aiuto cuoco, cuoco, lavapiatti, barista. Infine, nell’ambito turistico abbiamo la presenza di alcuni accompagnatori turistici.

Osservando il settore Industria/Artigianato  riscontriamo la seguente ripartizione.

Tab 11: professionalità relative al settore: commercio, turismo e ristorazione.

INDUSTRIA/ARTIGIANATO

FREQ

ARTIGIANATO

131

INDUSTRIA

119

TOTALE

250

 

 

 

Grafico 9: professionalità relative al settore: industria e artigianato.

Tra le figure più ricorrenti nell’industria troviamo la presenza di operai e magazzinieri, mentre tra gli artigiani predominano: sarti, meccanici, parrucchiere, saldatori, fornai, falegnami e idraulici.

 

2.4)      LE OFFERTE DI LAVORO

Le offerte di lavoro, centinaia nell’arco di un anno, sono pervenute al Servizio di Orientamento mediante siti web, email, riviste specializzate, agenzie interinali, lavoro di rete con associazioni di volontariato di ispirazione cattolica ecc. Tutte le offerte di cui si è avuta notizia da parte dei Servizi per l’Impiego comunali e provinciali, da altri Enti pubblici e privati e da riviste del settore sono state messe a disposizione degli Utenti nell’apposita bacheca delle offerte di lavoro, inserendo i contatti di riferimento per ulteriori approfondimenti e per il raccordo domanda-offerta.

118 offerte di lavoro sono invece giunte via telefono o colloqui in sede; per queste offerte, rilasciate da privati in forma  riservata e rilevate mediante apposite schede, non sono stati pubblicati i riferimenti, ma sono stati contattati a titolo informativo gli utenti con i profili professionali domandati. La percentuale delle offerte di lavoro andate a buon fine secondo questa procedura è del 36%  (42 su 118[1]) riguardanti 35 Utenti stranieri  (100% donne) e  7 italiani.

A beneficiare di questo meccanismo sono state soprattutto persone provenienti dalla Romania (ben 17); ciò a testimonianza del fatto che, nonostante le difficoltà dovute sia agli arrivi massicci che a comunicazioni talvolta stigmatizzanti veicolate dai media tradizionali, le donne dell’Est trovano ancora uno spazio a Viterbo, molto spesso collocate negli ambiti più contigui, all’interno delle famiglie, per servizi rivolti alle persone e agli ambienti domestici.

Una lettura longitudinale dei dati evidenzia che, nei primi otto anni e mezzo di attività si registrava una sostanziale equità nella ripartizione delle offerte di lavoro andate a buon fine in proporzione al numero di Utenti italiani e stranieri. Dal 2007 si registra una prevalenza di offerte di lavoro andate a buon fine per gli stranieri (percentuale stranieri 80% circa; percentuale offerte andate a buon fine per gli stranieri 84 circa %) rispetto agli italiani (percentuale italiani 20% circa; percentuale offerte andate a buon fine per italiani 16 circa %).

Inoltre, occorre precisare che, la tipologia di lavori pubblicizzati presso il Servizio di Orientamento concerne principalmente i servizi alle persone/famiglie ed in particolare i lavori domestici e l’assistenza  agli anziani, per i quali, come già anticipato, le donne dell’Est hanno potuto ritagliarsi una nicchia nel mercato del lavoro.

2.5)      IDENTIKIT DELL’UTENZA AFFERITA AL SERVIZIO DI ORIENTAMENTO E CONCLUSIONI

Se, sulla base di quanto detto, volessimo provare a tracciare un profilo dell’Utenza afferita al Servizio di Orientamento, potremmo concludere che l’Utente-tipo  è più frequentemente:

-         una donna (70% circa);

-         uno straniero (80% circa);

-         una persona che nell’arco di un anno si reca  un paio di volte al Servizio di Orientamento (1,7);

-         ha un’età compresa tra i 31 ed i 45 anni (46%);

-         possiede un titolo di studio di scuola superiore  (47%);

-         proviene maggiormente da Viterbo città (63%) piuttosto che dalla Provincia (37%);

-         si tratta prevalentemente di  una persona dell’Est europeo (58%  degli stranieri tra romeni, bulgari e ucraini);

-         che ha avuto esperienze di lavoro nell’ambito  dei servizi alle persone/famiglie svolgendo  la professione di badante, attività domestiche o baby sitter.

Questo breve resoconto ci aiuta a tracciare il profilo-chiave  del disoccupato che si reca al Servizio di Orientamento al Lavoro della Caritas, identikit che risulta variamente articolato insieme con altri  dai contorni più sfumati.

Questa sintesi non ci aiuta ad identificare, tuttavia, le cause che hanno prodotto la perdita del lavoro o le difficoltà ad entrarvi incontrate, ma ci pone a confronto  con una grande varietà di persone che vivono nel bisogno, rendendoci ancora una volta consapevoli che i poveri non sono una categoria, ma sono persone di tutti i ceti sociali che le vicende della vita collocano in situazioni di disagio temporaneo o permanente.

 Lavorare “con” e “per” queste persone, in sinergia con gli altri Servizi presenti sul territorio, significa provare a rispondere ad una molteplicità di bisogni latenti accanto ad un manifesto: il lavoro!


3) BIBLIOGRAFIA SELEZIONATA

ALBANESE, A. & BOCCI, E. (2009). Turismo intergenerazionale ed educazione ambientale tra ricerca e sperimentazione. Rivista Turismo e Psicologia. 2, 103-153. (www.turismoepsicologia.it/volumi/pubblicazione-2009/ii-sessione/turismo-intergenerazionale-ed-educazione-ambientale-tra-ricerca-e-sperimentazione/)

ALBANESE, A. & BOCCI, E. (2011). Turismo sostenibile, trasmissione valoriale e comunicazione intergenerazionale. In P. Cavallero e S. Paglialunga (Ed.). La psicologia nel parco. Pisa: E.T.S.

ALBANESE, A., BOCCI, E. & CONIGLIARO, R. (2010). Il termalismo dalla mitologia alla scienza psico-sociale. La clinica termale. Rassegna trimestrale  di idrologia e climatologia medica. 57 (1-2): 31-43. ISSN 0390-8712

ALBANESE, A., POZZI, S. & BOCCI, E. (2005). Nuovi turismi-nuovi turisti: il turismo intergenerazionale.  Esperienza-ricerca del laboratorio incontri generazionali sul territorio nazionale In G. Sangiorgi (Ed), Turista e turismi. Contributi psicologici allo sviluppo del settore (147-158) Cuec: Cagliari.

BOCCI, E. (2007). “Lavoro e persone svantaggiate”. In L. Di Sciullo (Ed.), Le fragilità ferite. Disagio sociale e povertà nella Provincia di Viterbo. I° Rapporto (pp. 50-60). Nuova Anterem: Roma.

BOCCI, E. (2011). (Ed.) Sbarre dentro e fuori il carcere. Aracne: Roma.

BOCCI, E. & LEVRONI, F. (2005) “Caratteristiche dei Centri di Ascolto di 12 Diocesi del Lazio e loro utenza nel primo trimestre 2004 (gennaio-marzo)”. In Delegazione  Regionale  Caritas del Lazio (Ed.), Centri di Ascolto. Antenne del Territorio (pp.51-77). Roma.

BOCCI, E. & NATALI, E. (2009). (Ed.) Competenze professionali e  rappresentazioni sociali del lavoro: i progetti “Tuscia Integra Relatium Distretti” e “Percorsi di Orientamento” a confronto. Aracne: Roma.

BOCCI, O. COVITO, R. & TOTI, M. (2005). “La popolazione del Lazio: dinamica e caratteristiche strutturali. In Delegazione  Regionale  Caritas del Lazio (Ed.), Centri di Ascolto. Antenne del Territorio (pp.17-25). Roma.

BOCCI, O. (2007). “Caritas diocesana di Viterbo”. In L. Di Sciullo (Ed.), Le fragilità ferite. Disagio sociale e povertà nella Provincia di Viterbo. I° Rapporto (pp.84-91). Nuova Anterem: Roma.


1 Su 118, dunque, sono stati 42 gli inserimenti professionali favoriti.

Facendo un’analisi delle cause di questo dato osserviamo che:

-  48 offerte di lavoro sono state sospese (ricovero, anziano deceduto);

- per 15 offerte  gli Utenti  contattati sono risultati incompatibili con l’offerta (nazionalità, referenze, patente di guida,  contributi, età);

- 7 offerte di lavoro hanno trovato soluzioni differenti tramite gli altri canali contemporaneamente utilizzati (parrocchia, conoscenze dirette, passaparola ecc);

-3 offerte di lavoro sono risultate disponibili solo al primo contatto (non più rintracciabili);

- in 2 casi l’utente ha lasciato il lavoro durante il periodo di prova;

- in un caso la tariffa stabilita dal datore di lavoro è stata considerata troppo bassa dal candidato.