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SERVIZIO DI ORIENTAMENTO AL LAVORO affidato dalla Caritas Diocesana di Viterbo all’Associazione di volontariato Caritas “Emmaus”- onlus (redatto dall’Osservatorio delle povertà e delle risorse) 2010 PRESENTAZIONE DEL SERVIZIO E DATI STATISTICI 1) PRESENTAZIONE DEL SERVIZIO Il Servizio di Orientamento al Lavoro opera all’interno del Centro di Ascolto diocesano che ha come metodologia: - accoglienza-ascolto; - discernimento-orientamento; - accompagnamento-presa in carico; - verifica. Il Servizio, nato il 15 Giugno 1998, lavorando per progetti ed operando in rete con gli altri Servizi dell’Associazione di Volontariato Caritas “Emmaus” e con Enti Pubblici e Privati del territorio locale, svolge le funzioni qui di seguito descritte. 1.1) ORIENTAMENTO PROFESSIONALE E RICERCA ATTIVA DEL LAVORO L’attività ordinaria del Servizio di Orientamento al Lavoro si focalizza sui seguenti punti: · Bilancio delle competenze; · Stesura del Curriculum Vitae; · Ricerca e presentazione delle offerte di lavoro; · Contatto domanda\offerta. Dalla sua apertura alla fine dell’anno 2010 il Servizio di Orientamento al Lavoro ha aiutato 718 disoccupati a reinserirsi nel mercato. Per approfondimenti relativi alle attività dell’orientamento e della ricerca attiva del lavoro cfr. Bocci & Levroni, 2005; Bocci, 2007. 1.2) SUPERVISIONE DEI TIROCINANTI Dall’anno
2003 la Diocesi di Viterbo-Caritas Diocesana Servizio
di Orientamento al Lavoro ha
attivato convenzioni alcune convenzioni, - le Facoltà di Psicologia 1 e 2 della Sapienza Università di Roma; - la Scuola di Specializzazione in Valutazione Psicologica; - l’Università degli studi LUMSA di Roma; - l’Università degli Studi Roma Tre -Facoltà di Scienze della Formazione- Indirizzo Educatore Professionale di Comunità. Le risorse umane coinvolte presso il Servizio di Orientamento al Lavoro al 31\12\2011 sono 33; esse partecipano sia alle attività ordinarie del Servizio di Orientamento che ad interventi, ricerche e sperimentazioni. Talvolta la collaborazione con l’Ente è proseguita, a diverso titolo, anche oltre il periodo formale di tirocinio. 1.3) ATTIVITA’ DI RICERCA IN CONTESTI ISTITUZIONALI Il Servizio di Orientamento al Lavoro ha promosso e condotto una ricerca\intervento su: “La situazione degli immigrati nelle carceri. Studio sulle problematiche dell’immigrato recluso, finalizzato alla promozione dei suoi diritti, al miglioramento delle condizioni di vita, alla socializzazione e al suo recupero” presso la Casa Circondariale di Mammagialla in accordo con il Ministero della Giustizia. I principali risultati sono stati pubblicati in: Bocci, E. (2011). Sbarre dentro e fuori il carcere. Aracne: Roma. 1.4) PARTECIPAZIONE A CORSI DI FORMAZIONE ED INTERVENTI DI ORIENTAMENTO Il Servizio di Orientamento al Lavoro ha svolto diversi corsi di formazione informatica in collaborazione con il Ministero della Giustizia- Esecuzione Penale Esterna di Viterbo e Rieti- nel periodo 2002\2005 (progetti: “Password”; “Password2”; “Password3”; “VideoPassword”). I corsi di formazione sono stati destinati a soggetti a misura cautelare esterna. Tra le attività di Orientamento al Lavoro svolte dal Servizio in collaborazione con altri Enti ricordiamo: - la progettazione ed esecuzione di percorsi di orientamento al lavoro all’interno della Casa Circondariale di Viterbo in collaborazione con il Ministero della Giustizia nelle annualità 2008\2009 (progetto Percorsi di Orientamento), destinate ai detenuti della Casa Circondariale di Viterbo; - lo svolgimento della fase di orientamento al lavoro all’interno di ampi partenariati per progetti\intervento supervisionati dalla Provincia di Viterbo nelle annualità 2007\2008 (progetto Tuscia Integra Relatium Distretti), 2004\2005 (progetto Relatium) destinati a fasce deboli diversificate tra le quali gli ex alcolisti e gli ex tossicodipendenti. Un confronto tra gli interventi Percorsi di Orientamento e Tuscia Integra Relatium Distretti è presentato nel volume a cura di Bocci & Natali, 2009. 1.5) PARTECIPAZIONE ALLE RICERCHE\SPERIMENTAZIONI DI SCAMBIO INTERCULTURALE\INTERGENERAZIONALE Dal 2002 il Servizio di Orientamento al Lavoro collabora con l’Università di Milano -Facoltà di Scienze Politiche Laboratorio Incontri Generazionali per lo svolgimento di ricerche\sperimentazioni denominate “Nonni e Nipoti” (cfr. inter alia: Albanese, Pozzi & Bocci, 2005; Albanese & Bocci, 2009). Gli studi, che hanno per target ragazzi di diverse nazionalità (i Nipoti) e anziani over ’60 (i Nonni) utilizzano il linguaggio informatico (computer, videocamera e macchina fotografica digitale) per ridurre stereotipi e categorizzazioni durante l’incontro interculturale e intergenerazionale in contesti di vacanza. Alcuni risultati delle ricerche svolte a Viterbo sono stati presentati in numerosi Congressi della Associazione Ricerche Interdisciplinari di Psicologia del Turismo. Nell’anno 2009 il V Congresso biennale dell’A.R.I.P.T. è stato realizzato a Viterbo-Tarquinia (15\17 Ottobre 2009); tra gli Enti partner hanno contribuito all’organizzazione del Congresso viterbese sia la Caritas Diocesana di Viterbo che l’Associazione di volontariato Caritas “Emmaus”. 2) PRINCIPALI DATI STATISTICI RELATIVI ALL’ANNO 2010, CON UNO SGUARDO AL PASSATO L’esperienza maturata nel corso degli anni di attività del Servizio di Orientamento al Lavoro ha portato nel tempo gli operatori a maturare la convinzione che i Servizi di orientamento e impiego ubicati nel territorio locale dovrebbero dialogare tra di loro, avendo in comune sia buona parte dell’Utenza che delle offerte di lavoro. Si andava configurando, quindi, nel tempo, l’idea che potesse essere realizzato su Internet un portale per il lavoro dove confluissero almeno le diverse offerte, se non anche i curricula dei disoccupati. Tale strumento di divulgazione sarebbe risultato utile sia a chi offre il lavoro, che, soprattutto, ad evitare le migrazioni dell’Utenza disoccupata da un Servizio all’altro. L’idea, che nel 2007 aveva assunto anche una struttura progettuale, è stata presentata in diversi contesti e accennata in una pubblicazione (Bocci, 2007); tuttavia, alcune difficoltà intervenute ne hanno finora impedito la realizzazione. Ciò che si è avviato fin da subito, e prosegue a tutt’oggi, è invece la presenza, presso il Servizio di Orientamento al Lavoro di una bacheca contenente le diverse offerte di lavoro, in formato cartaceo, divulgate tramite diverse fonti: riviste specializzate; agenzie interinali; Enti comunali e provinciali deputati all’orientamento professionale e al raccordo domanda-offerta. Grazie a questa bacheca, disponibile e aggiornata tutti i giorni della settimana, anche gli Utenti privi di connessione Internet possono avere riepilogata in un unico servizio una panoramica delle offerte di lavoro e recarsi quindi agli uffici competenti, avendo già acquisito informazioni mirate. Il Servizio di Orientamento al Lavoro incontra gli Utenti quattro mattine a settimana, svolgendo colloqui con centinaia di disoccupati e proponendo loro la vasta gamma di offerte di lavoro, come qui di seguito sintetizzato. 2.1) I COLLOQUI E LE PERSONE Durante l’anno 2010 sono afferiti al Servizio di Orientamento al Lavoro n° 712 utenti con i quali sono stati effettuati n° 1208 colloqui. Oltre ai colloqui di orientamento sono state scambiate informazioni in materia di immigrazione e di lavoro. Si tratta di 39 consulenze, per alcune delle quali, molto specifiche rispetto agli aspetti giuridici in materia di immigrazione, ci si è avvalsi della collaborazione del dr. Raffaele Miele. Tab 1: Numero di passaggi dell’Utenza nell’anno 2010.
Le
712 persone che sono state accolte nell’arco del 2010 non devono
intendersi necessariamente le stesse
che hanno effettuato il primo colloquio durante l’anno (alcuni di loro
lo avevano effettuato negli
anni precedenti); infatti, quelli
che hanno svolto il primo colloquio nel 2010 sono
453, distribuiti come segue: Tab 2: Tipologia dell’Utenza al primo colloquio dell’anno 2010.
Tra gli Utenti,che sono venuti per la prima volta presso il Servizio, circa l’80 % è immigrato e i 2\3 degli stranieri è donna. La tabella seguente mostra invece la ripartizione dei 712 Utenti incontrati nel 2010 secondo le variabili sesso e nazionalità; anche in questo caso, gli Utenti stranieri costituiscono quasi l’80% (558) del totale, e, tra questi, le donne rappresentano oltre il 70% (395). Tab 3: Tipologia dell’Utenza afferita nel corso dell’anno 2010.
Grafico 1: Ripartizione dell’Utenza secondo le variabili sesso e nazionalità. Rispetto ai quattro anni precedenti, si registra un incremento continuo nel numero degli Utenti ed un corrispettivo aumento nel numero di colloqui effettuati; se in media nel 2006 si effettuavano tre colloqui al giorno, oggi si stanno raddoppiando e di questi circa quattro sono svolti con gli immigrati. Infatti, nella ripartizione dell’Utenza gli stranieri dal 2007 hanno raggiunto l’80%, mentre, distinguendo tra uomini e donne immigrate, si mantiene costante il rapporto 1 a 3. Complessivamente, i dati relativi al numero degli immigrati che si rivolgono al Servizio di Orientamento al Lavoro confermano il trend di crescita già avuto nel periodo 1998\2002 e ripreso nel 2005\2006, una volta ammortizzati gli effetti della normativa nazionale in materia di immigrazione del 2002. Come nei tre anni precedenti, circa il 40% dell’utenza si concentra nella fascia d’età compresa tra i 31 ed i 45 anni (332 persone) con il totale più elevato rispetto alle altre fasce di età. Come negli anni passati, sono gli utenti stranieri ad avere il maggior numero di frequenze in questo range, mentre gli italiani (maschi e femmine) hanno in genere frequenze elevate anche nella fascia 46-60. La presenza di una consistente percentuale di Utenti nella fascia centrale di età garantisce al servizio, nel corso del tempo, un elevato numero di persone mature, ma non ancora over45, da candidare nel mercato del lavoro. Tab 4: Ripartizione dell’Utenza secondo le variabili: sesso, età e nazionalità
Grafico 2: Ripartizione dell’Utenza secondo la variabile età. L’andamento della variabile “titolo di studio” rimane sostanzialmente stabile negli ultimi tre anni. Poco meno della metà del campione possiede un diploma (48% degli Utenti, 316 nel 2009); tuttavia, si tratta di un titolo di studio difficilmente riconosciuto, in quanto spesso maturato all’estero (302). Tra gli italiani è la licenza media, invece, che rispecchia la frequenza maggiore (87) nella gamma tra la laurea e l’analfabetismo. Tab 5: Ripartizione dell’Utenza secondo le variabili: titolo di studio e nazionalità.
Grafico 3: Ripartizione dell’Utenza secondo le variabili titolo di studio e nazionalità. Nella ripartizione tra i residenti a Viterbo e coloro che abitano in Provincia notiamo che oltre il 60% degli Utenti risiede nel capoluogo (449). Si conferma, rispetto agli anni precedenti, il trend relativo alla provenienza da Viterbo città; ciò a conferma del ruolo attivo dei Centri di Ascolto zonali diocesani nella presa in carico degli Utenti residenti in Provincia. Tab 6: Ripartizione dell’Utenza secondo le variabili: residenza e nazionalità.
Grafico 4: Ripartizione dell’Utenza secondo le variabili: residenza e nazionalità. Dalla tabella seguente, focalizzata sull’Utenza straniera, è possibile evincere che, tra le diverse nazionalità, come già avvenuto in passato, è presente un’elevata percentuale di soggetti provenienti dal Continente Europeo (381 su 558). L’incidenza del Continente Europeo è dovuta soprattutto al considerevole numero di romeni che, dopo l’ingresso in Europa, hanno deciso di raggiungere il nostro Paese. Negli ultimi anni la percentuale di romeni al Servizio di Orientamento al Lavoro è oscillata tra il 44% del 2007, il 35% del 2008 e del 2009, per salire al 41% nel 2010. Si conferma dunque, anche presso i servizi Caritas, il gap tra romeni ed altri europei, così come quello tra romeni e resto del mondo. In questo contesto non sempre è possibile concludere con successo il percorso di orientamento al lavoro con gli Utenti stranieri; nonostante le difficoltà, tuttavia, molti hanno saputo ritagliarsi una nicchia sul mercato, specie nel settore dell’assistenza alle persone anziane e delle pulizie. Del resto, come risulta da precedenti ricerche condotte in sinergia con il Centro di Ascolto diocesano negli anni passati (Bocci, Covito & Toti, 2005); Bocci & Levroni, 2005; Bocci, 2007) alcuni utenti, sia italiani che stranieri, che si rivolgono ai Servizi della Caritas diocesana di Viterbo sono di passaggio, dunque, poco inclini ad avviare complessi processi di accoglienza-ascolto-discernimento-presa in carico-verifica e piuttosto in cerca di servizi immediati. 2.2) FOCUS SULLE NAZIONALITA’ STRANIERE Tab 7: Utenza del Servizio di Orientamento al Lavoro: focus sulle nazionalità.
Tab 8: Ripartizione dell’Utenza per continenti.
2.3) LE PROFESSIONALITA’ Il grafico che segue fa riferimento ai settori professionali dell’Utenza. Questo comprende le diverse esperienze acquisite dai singoli soggetti, sia italiani che stranieri. Come risulta evidente, le frequenze più elevate riguardano i servizi alle persone\famiglie (699), la ristorazione-commercio- turismo-spettacolo (395) e l’artigianato-industria (250).
Grafico
6: Ripartizione dell’Utenza secondo i settori professionali. E’ possibile entrare nel dettaglio dei settori professionali che hanno le frequenze maggiori: osservando il settore Servizi alle persone/famiglie riscontriamo la seguente ripartizione: il numero di badanti che oscilla intorno al 50% nelle diverse annualità è motivato dalla consistenza di donne straniere. Tab
9: professionalità relative al settore: servizi alle persone/famiglie.
Grafico
7: :professionalità relative al settore servizi alle persone/famiglie. Osservando il settore Ristorazione,
Commercio e Turismo/Spettacolo riscontriamo
la seguente ripartizione: Tab 10: professionalità relative al settore: commercio, turismo e ristorazione.
Grafico
8: professionalità relative al settore ristorazione, commercio
e turismo-spettacolo. In particolare, all’interno del Commercio troviamo numerose commesse e rappresentanti; rispetto alla ristorazione riscontriamo una netta prevalenza delle seguenti figure: cameriere, aiuto cuoco, cuoco, lavapiatti, barista. Infine, nell’ambito turistico abbiamo la presenza di alcuni accompagnatori turistici. Osservando il settore Industria/Artigianato riscontriamo la seguente ripartizione. Tab 11: professionalità relative al settore: commercio, turismo e ristorazione.
Grafico 9: professionalità relative al settore: industria e artigianato. Tra le figure più ricorrenti nell’industria troviamo la presenza di operai e magazzinieri, mentre tra gli artigiani predominano: sarti, meccanici, parrucchiere, saldatori, fornai, falegnami e idraulici. 2.4)
LE OFFERTE DI LAVORO Le offerte di lavoro, centinaia nell’arco di un anno, sono pervenute al Servizio di Orientamento mediante siti web, email, riviste specializzate, agenzie interinali, lavoro di rete con associazioni di volontariato di ispirazione cattolica ecc. Tutte le offerte di cui si è avuta notizia da parte dei Servizi per l’Impiego comunali e provinciali, da altri Enti pubblici e privati e da riviste del settore sono state messe a disposizione degli Utenti nell’apposita bacheca delle offerte di lavoro, inserendo i contatti di riferimento per ulteriori approfondimenti e per il raccordo domanda-offerta. 118 offerte di lavoro sono invece giunte via telefono
o colloqui in sede; per queste offerte, rilasciate da privati in forma
riservata e rilevate mediante apposite schede, non sono stati pubblicati
i riferimenti, ma sono stati contattati a titolo informativo gli utenti con i
profili professionali domandati. La percentuale delle offerte di lavoro andate a
buon fine secondo questa procedura è del 36%
(42 su 118[1])
riguardanti 35 Utenti stranieri (100%
donne) e 7
italiani. A beneficiare di questo meccanismo sono state
soprattutto persone provenienti dalla Romania (ben 17); ciò a testimonianza del
fatto che, nonostante le difficoltà dovute sia agli arrivi massicci che a
comunicazioni talvolta stigmatizzanti veicolate dai media tradizionali, le donne
dell’Est trovano ancora uno spazio a Viterbo, molto spesso collocate negli
ambiti più contigui, all’interno delle famiglie, per servizi rivolti alle
persone e agli ambienti domestici. Una lettura longitudinale dei dati evidenzia che, nei
primi otto anni e mezzo di attività si registrava una sostanziale equità nella
ripartizione delle offerte di lavoro andate a buon fine in proporzione al numero
di Utenti italiani e stranieri. Dal 2007 si registra una prevalenza di offerte
di lavoro andate a buon fine per gli stranieri (percentuale stranieri 80% circa;
percentuale offerte andate a buon fine per gli stranieri 84 circa %) rispetto
agli italiani (percentuale italiani 20% circa; percentuale offerte andate a buon
fine per italiani 16 circa %). Inoltre, occorre precisare che, la tipologia di lavori pubblicizzati presso il Servizio di Orientamento concerne principalmente i servizi alle persone/famiglie ed in particolare i lavori domestici e l’assistenza agli anziani, per i quali, come già anticipato, le donne dell’Est hanno potuto ritagliarsi una nicchia nel mercato del lavoro. 2.5)
IDENTIKIT DELL’UTENZA AFFERITA AL SERVIZIO DI ORIENTAMENTO E
CONCLUSIONI Se, sulla base di quanto detto, volessimo provare a tracciare un profilo dell’Utenza afferita al Servizio di Orientamento, potremmo concludere che l’Utente-tipo è più frequentemente: - una donna (70% circa); - uno straniero (80% circa); - una persona che nell’arco di un anno si reca un paio di volte al Servizio di Orientamento (1,7); - ha un’età compresa tra i 31 ed i 45 anni (46%); - possiede un titolo di studio di scuola superiore (47%); - proviene maggiormente da Viterbo città (63%) piuttosto che dalla Provincia (37%); - si tratta prevalentemente di una persona dell’Est europeo (58% degli stranieri tra romeni, bulgari e ucraini); - che ha avuto esperienze di lavoro nell’ambito dei servizi alle persone/famiglie svolgendo la professione di badante, attività domestiche o baby sitter. Questo breve resoconto ci aiuta a tracciare il
profilo-chiave del disoccupato che
si reca al Servizio di Orientamento al Lavoro della Caritas, identikit che
risulta variamente articolato insieme con altri
dai contorni più sfumati. Questa sintesi non ci aiuta ad identificare,
tuttavia, le cause che hanno prodotto la perdita del lavoro o le difficoltà ad
entrarvi incontrate, ma ci pone a confronto
con una grande varietà di persone che vivono nel bisogno, rendendoci
ancora una volta consapevoli che i poveri non sono una categoria, ma sono
persone di tutti i ceti sociali che le vicende della vita collocano in
situazioni di disagio temporaneo o permanente. Lavorare
“con” e “per” queste persone, in sinergia con gli altri Servizi presenti
sul territorio, significa provare a rispondere ad una molteplicità di bisogni
latenti accanto ad un manifesto: il lavoro! 3) BIBLIOGRAFIA SELEZIONATA ALBANESE,
A. & BOCCI, E. (2009). Turismo intergenerazionale ed educazione ambientale
tra ricerca e sperimentazione. Rivista
Turismo e Psicologia. 2, 103-153. (www.turismoepsicologia.it/volumi/pubblicazione-2009/ii-sessione/turismo-intergenerazionale-ed-educazione-ambientale-tra-ricerca-e-sperimentazione/) ALBANESE,
A. & BOCCI, E. (2011). Turismo sostenibile, trasmissione valoriale e
comunicazione intergenerazionale. In P. Cavallero e S. Paglialunga (Ed.). La
psicologia nel parco. Pisa: E.T.S. ALBANESE,
A., BOCCI, E. & CONIGLIARO, R. (2010). Il termalismo dalla mitologia alla
scienza psico-sociale. La clinica termale.
Rassegna trimestrale di idrologia e
climatologia medica. 57 (1-2): 31-43. ISSN 0390-8712 ALBANESE, A., POZZI, S. & BOCCI, E. (2005). Nuovi
turismi-nuovi turisti: il turismo intergenerazionale.
Esperienza-ricerca del laboratorio incontri generazionali sul territorio
nazionale In G. Sangiorgi (Ed), Turista e
turismi. Contributi psicologici allo sviluppo del settore (147-158) Cuec:
Cagliari. BOCCI, E. (2007). “Lavoro e persone
svantaggiate”. In L. Di Sciullo (Ed.), Le
fragilità ferite. Disagio sociale e povertà nella Provincia di Viterbo. I°
Rapporto (pp. 50-60). Nuova Anterem: Roma. BOCCI,
E. (2011). (Ed.) Sbarre dentro e fuori il
carcere. Aracne: Roma. BOCCI, E. & LEVRONI, F. (2005) “Caratteristiche
dei Centri di Ascolto di 12 Diocesi del Lazio e loro utenza nel primo trimestre
2004 (gennaio-marzo)”. In Delegazione Regionale
Caritas del Lazio (Ed.), Centri di
Ascolto. Antenne del Territorio (pp.51-77). Roma. BOCCI,
E. & NATALI, E. (2009). (Ed.) Competenze
professionali e rappresentazioni
sociali del lavoro: i progetti “Tuscia Integra Relatium Distretti” e
“Percorsi di Orientamento” a confronto. Aracne: Roma. BOCCI, O. COVITO, R. & TOTI, M. (2005). “La
popolazione del Lazio: dinamica e caratteristiche strutturali. In Delegazione
Regionale Caritas del Lazio (Ed.),
Centri di Ascolto. Antenne del Territorio (pp.17-25).
Roma. BOCCI, O. (2007). “Caritas diocesana di Viterbo”.
In L. Di Sciullo (Ed.), Le fragilità
ferite. Disagio sociale e povertà nella Provincia di Viterbo. I° Rapporto
(pp.84-91). Nuova Anterem: Roma. |
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1 Su 118, dunque, sono stati 42 gli inserimenti professionali favoriti. Facendo
un’analisi delle cause di questo dato osserviamo che: -
48 offerte di lavoro sono state sospese (ricovero, anziano deceduto); - per 15
offerte gli Utenti
contattati sono risultati incompatibili con l’offerta (nazionalità,
referenze, patente di guida, contributi,
età); - 7
offerte di lavoro hanno trovato soluzioni differenti tramite gli altri canali
contemporaneamente utilizzati (parrocchia, conoscenze dirette, passaparola ecc); -3
offerte di lavoro sono risultate disponibili solo al primo contatto (non più
rintracciabili); - in 2
casi l’utente ha lasciato il lavoro durante il periodo di prova; - in un
caso la tariffa stabilita dal datore di lavoro è stata considerata troppo bassa
dal candidato.
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