Area Aiuti Alimentari

La richiesta di cibo è così ampia che la Caritas Diocesana di Viterbo ha incrementato il proprio impegno nella raccolta di generi alimentari di prima necessità da distribuire alle famiglie. Le persone che si rivolgono alle parrocchie in cerca di aiuto dovuto alla crisi economica hanno indotto a sperimentare forme innovative e integrative di approvvigionamento e distribuzione degli aiuti alimentari.

L’Area Aiuti Alimentari intende

  • facilitare il raccordo fra le richieste ed iniziative della comunità al fine di offrire un supporto alle attività di distribuzione degli aiuti alimentari sia organizzativi che culturali,
  • razionalizzare le modalità di recupero e di ridistribuzione delle eccedenze alimentari facilitando la relazione fra i donatori e il territorio,
  • valorizzare buone prassi di distribuzione alimentare.

In questo contesto è stato attivato a Viterbo il Centro per l’Aiuto Alimentare (in Strada Acquabianca, località La Quercia). La struttura è uno dei risultati del progetto “Be Food” promosso dal Banco Alimentare del Lazio e dalle Caritas diocesane di Viterbo e di Civita Castellana.

“Be Food” – realizzato con il sostegno di Caritas Italiana e dei fondi CEI 8X1000 – nasce dalla necessità di sostenere con maggiore efficacia alcune fra le azioni di contrasto alla povertà finora intraprese sul territorio. In particolare, attraverso il Centro per l’aiuto Alimentare le tre realtà intendono ampliare e valorizzare le iniziative per la raccolta e la distribuzione dei beni alimentari.

Tra gli obiettivi, il recupero delle eccedenze alimentari di produzione agricola, dell’industria alimentare, della grande distribuzione, della ristorazione e dei punti vendita alimentari, poi ridistribuito a titolo gratuito alle strutture caritative, quali parrocchie, Emporio Solidale di Viterbo e realtà laiche, che si occupano di assistenza e sostegno alle persone in stato di bisogno sul territorio.

Il Centro per l’Aiuto Alimentare vuole rendere il tutto maggiormente funzionale, al fine di favorire uno sviluppo sempre più capillare della rete di distribuzione, creare sinergie tra i diversi territori, ottimizzare i sistemi finora sperimentati e sviluppare ulteriormente la capacità di risposta al bisogno.

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