Educazione alla mondialità e allo sviluppo 
   Con l’educazione alla mondialità e allo sviluppo la Caritas intende promuovere nella comunità una costante consapevolezza circa le situazioni di povertà nel mondo, le cause che le determinano e le responsabilità che ci toccano come credenti e come società civile.
Tante volte i pontefici hanno promosso il dialogo tra le culture, hanno sottolineato lo stretto legame esistente tra pace e giustizia ed hanno denunciato lo scandaloso squilibrio tra Paesi ricchi e Paesi poveri, la frattura tra chi vive nell’opulenza e chi muore di fame, di sete, di malattie.
   Il comandamento dell’amore ci chiama pertanto non solo ad attingere al superfluo, ma soprattutto, afferma il papa, a cambiare “gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società” (Dal messaggio per la giornata mondiale della pace 2001).   L’educazione alla mondialità comprende una vasta serie di tematiche legate ai Diritti dell’Uomo, al diritto internazionale, all’economia globalizzata, al commercio internazionale, alla Finanza, alla distribuzione delle risorse del pianeta, all’ecologia, al dialogo interculturale, all’informazione, agli stili di vita, etc….
In passato la Caritas diocesana ha organizzato varie conferenze su questi temi, chiamando a Viterbo personaggi illustri quali p. Enrico Chiavacci, la prof.sa Giuliana Martirani, Alex Langer, p. Zanotelli (gli atti di alcuni convegni sono disponibili per chi ne fa richiesta); anche il programma di formazione dei volontari in servizio civile include l’educazione alla mondialità. Su questo sito vogliamo mettere in Primo Pianosolo alcune delle questioni che, in questo momento, riteniamo particolarmente importanti; per le altre rimandiamo alla pagina dei Riferimenti, in cui è possibile trovare un’ampia rassegna dei link più significativi inerenti a questo campo.
Qui sotto riportiamo infine una sintesi del pensiero della Chiesa (o di parte di essa) espressa nell’appello fatto dalla maggior parte delleassociazioni cattoliche ai leader del G8 di Genova due anni fa e, infine, chiudiamo con una preghiera di Raoul Follereau, un uomo che ha letto la Storia con gli occhi di Cristo.

La campagna si focalizza sul tema delle diseguaglianze che è strettamente legato alla questione delle migrazioni, affrontando le varie questioni collegate in termini positivi, su come si possono costruire assieme pratiche di inclusione sociale, costruendo una contro narrazione rispetto a quella che attraversa quotidianamente i nostri mass-media. Ad es. cosa facciamo per vincere le diseguaglianze, per costruire comunità accoglienti e inclusive per tutti, sui nostri territori e in quelli del Sud? Promuoviamo l’agricoltura sociale, l’agroecologia e la giustizia per l’accesso alla terra, alle sementi, alle tecnologie appropriate,   denunciando concentrazioni di potere nella produzione e distribuzione di cibo? Contrastiamo i conflitti e le migrazioni forzate con più operatori di pace, azioni nonviolente, riduzione delle spese militari? Accogliamo gli esclusi, migranti e autoctoni, condividendo beni comuni e servizi per la creazione di lavoro in un ambiente sano?

http://www.chiudiamolaforbice.it/

_________________________________________________________________

Manifesto delle associazioni cattoliche ai leader del G8

Ai leader del G8

La persona umana si guida da sé mediante l’intelligenza e la volontà; esiste non soltanto fisicamente, c’è in lui un esistere più ricco e più elevato, una sovresistenza spirituale nella conoscenza e nell’amore. E’ così in qualche modo un tutto e non soltanto una parte, un universo a sé, un microcosmo in cui il grande universo può, tutto intero, essere contenuto per mezzo della conoscenza; mediante l’amore può darsi liberamente ad altri esseri che per lui sono come altri se stesso – relazione questa, di cui non è possibile trovare l’equivalente in tutto l’universo fisico.

Jacques Maritain

Tutti siamo persone e la vita umana è valore universale.

Garantirla nel suo esistere e tutelarla nella sua dignità è responsabilità politica che la comunità internazionale, insieme a ciascuno di noi, è chiamata ad esercitare per il raggiungimento del bene comune.

Oggi nel mondo la dignità della vita umana è violata. Molti sono gli ambiti in cui questo accade, dalla guerra alla povertà, dal sapere privilegio di alcuni al potere monopolio di pochi.

Noi sentiamo l’impegno di appartenere ad una famiglia, quella umana, che va oltre i confini nazionali e le logiche economiche.

Crediamo che tutti siamo veramente responsabili di tutti e non possiamo rimanere indifferenti di fronte alle clamorose differenze che esistono nella vita delle persone sul nostro pianeta.

Affermiamo che ogni uomo è una risorsa, un bene prezioso per gli altri, e a sua volta chiede agli altri di essere accompagnato e aiutato nel suo cammino verso il compimento definitivo.

Nessuna persona può essere considerata solo un soggetto economico passivo il cui valore è commisurato alla sua capacità di acquisto.

Noi siamo qui.

Noi siamo qui per ricordarvi che voi siete noi. Voi, responsabili delle nostre nazioni, siete i nostri rappresentanti. Voi avete una grande responsabilità.

Voi non siete il governo del mondo, ma quanto decidete ha inevitabili ripercussioni su molti, anche al di fuori dei confini dei nostri paesi.

Noi siamo qui perché anche noi abbiamo un sogno: non vogliamo più essere i ricchi che guardano ai poveri da aiutare. Vogliamo essere cittadini di un mondo e di una comunità solidale che diano a tutti lo stesso diritto di avere necessità e offrire opportunità.

Noi siamo qui perché vogliamo realizzare il nostro sogno.

Per questo facciamo a voi, che siete i nostri rappresentanti, le richieste che riteniamo punto di partenza perché ogni persona di oggi e di domani possa vivere autenticamente libertà, solidarietà e dignità.

La notte

I conflitti / La guerra

La dignità della vita umana è offesa nel nostro pianeta da conflitti che coinvolgono popolazioni vulnerabili. Donne e uomini, bambini, adulti e anziani, in divisa o abiti civili, sono attori spesso inconsapevoli di copioni scritti, più o meno intenzionalmente, da altre mani, in altre lingue e in altri luoghi. Noi esigiamo che voi, nostri rappresentanti, lavoriate con chiarezza e determinazione per

  • Bandire la guerra come strumento di soluzione dei conflitti e impegnarsi come Stati a non ricorrere alla forza per dirimere le controversie interne e internazionali;
  • Avviare un processo credibile e autentico di riforma delle Nazioni Unite che ne rafforzi democrazia, autorevolezza ed efficacia, in particolare nella loro responsabilità di principale attore in favore della pace nel mondo.
  • In questo quadro, privilegiare gli approcci ‘locali’, valorizzando anche i contributi non governativi, affrontando tutti i conflitti, anche quelli interni quando violano la libertà delle popolazioni civili.
  • Combattere autenticamente il mercato delle armi, a partire dall’informazione su tutte le operazioni di vendita e acquisto. Nessuna copertura finanziaria pubblica deve essere data a chi le produce e le vende.
  • Non sprecare il denaro. Vogliamo che le risorse non vengano gettate in progetti di difesa inutili, come lo scudo spaziale, ma siano utilizzate per eliminare le cause che originano i conflitti, prima fra tutte la povertà.

Il Debito

Il peso del debito estero dei Paesi del Sud compromette la dignità della vita umana di milioni di persone. Tuttora risorse finanziarie preziose e scarse vengono utilizzate dai paesi impoveriti per pagare i loro creditori, cioè i governi del Nord, cioè noi! In occasione del Giubileo vi abbiamo chiesto azioni coraggiose. Voi ci avete ascoltato solo in parte. Ci inorridisce pensare che il denaro che ancora incassiamo, per quanto ridotto rispetto agli anni scorsi, sia sottratto da interventi per dare case, cibo, medicine e istruzione a persone che sono per noi come altri noi stessi.

Vi chiediamo perciò ancora con forza di:

  • Cancellare tutto il debito accumulato sino al 19 giugno 1999, la data della grande manifestazione di Colonia. Nel vostro linguaggio si tratta dello spostamento della data che divide il debito cancellabile da quello non cancellabile (cut off date).
  • Cambiare i parametri che permettono di partecipare alla iniziativa internazionale per i paesi gravemente indebitati (iniziativa HIPC). Vogliamo che nei paesi indebitati siano assicurati beni e servizi fondamentali a tutti i cittadini. Solo il denaro restante dopo queste spese può essere utilizzato per pagare il debito.
  • Concordare con i paesi indebitati e i rappresentanti della società civile del Sud e del Nord l’istituzione di un “Processo di arbitrato internazionale equo e trasparente” per valutare in termini di giustizia l’ammontare effettivo del debito delle nazioni. La remissione del debito è questione di giustizia prima che di solidarietà.

Povertà

Nel pianeta la dignità della vita umana è offesa dalla scandalosa differenza tra la vita dei paesi ricchi e di quelli da questi impoveriti. Un bambino su venti in Africa muore prima di compiere cinque anni. Un bambino su due non va a scuola. E’ una situazione che ci fa orrore e di cui siamo e siete corresponsabili. Noi ci impegniamo a stili di vita nuovi, più equi e più solidali, ma nello stesso tempo, poiché rappresentate la nostra voce, vogliamo che voi impegniate le nostre nazioni a:

  • Onorare da subito l’impegno, assunto e non mantenuto, di finanziare l’aiuto allo sviluppo con lo 0,7% del PIL dei nostri paesi. Oggi la media è minore della metà.
  • Promuovere e rafforzare, nelle sedi internazionali, l’utilizzo dei programmi di riduzione della povertà che prevedano un autentico coinvolgimento della società civile.
  • Favorire con il sostegno di mezzi finanziari e assistenza tecnica, l’azione dei governi dei paesi impoveriti perché sia garantito a tutte le popolazioni il diritto alle cure sanitarie e alla istruzione.

Una luce che sorge

Costruire il futuro: globalizzare la solidarietà e le responsabilità

La dignità della vita sul nostro pianeta, al Nord come al Sud, può essere tutelata solo attraverso un forte, condiviso e rispettato sistema di regole, in cui non il più forte abbia maggiori diritti, ma il più debole. Non è questo ciò che accade oggi nel mondo. Voi siete i nostri rappresentanti. Vi chiediamo quindi di non nascondervi dietro facili giustificazioni, ma di rispondere con chiarezza a queste richieste

IL MERCATO FRA LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ

  • Vogliamo che sia creato un sistema di regole nel commercio internazionale che permetta a tutti i paesi, e in particolare ai più impoveriti, di offrire sul mercato le proprie merci ad un prezzo equo, abolendo le barriere, a cominciare dalle nazioni del G8, e, per i prodotti agro-alimentari, prevedendo un meccanismo di regolamentazione produttiva e distributiva che definisca quote produttive alle nazioni e garantisca stabilità dei prezzi.
  • Vogliamo una vera libertà di mercato, in cui tutti siano liberi di acquistare conoscendo con precisione che cosa viene loro offerto e a tutti sia data possibilità di vendere i propri prodotti. Non è quello che accade oggi.
  • Vogliamo un impegno immediato e concreto di denuncia dei paradisi fiscali e finanziari. Impegnatevi nelle diverse sedi internazionali per la definizione e la pubblicazione delle liste dei paesi che permettono il riciclaggio di denaro sporco e offrono riparo fiscale per speculazioni selvagge.
  • Vogliamo, a cominciare dai nostri paesi, una tassa sulle transazioni valutarie (del tipo della Tobin Tax) che renda costosi i trasferimenti internazionali di denaro a scopo speculativo e offra il ricavato per finanziare lo sviluppo.

IL LAVORO STRUMENTO PER LA DIGNITÀ DELLA VITA

  • Vogliamo che sia migliorata e venga applicata la legislazione internazionale che impedisce lo sfruttamento lavorativo delle persone. Costo del lavoro più basso e più competitivo non deve significare umiliante.

L’AMBIENTE DOVERE GLOBALE

  • Vogliamo che siano riconfermati immediatamente gli accordi di Kyoto in tema ambientale e che sia indicato in modo trasparente il percorso futuro di rafforzamento dell’azione di tutela del Creato.

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA ECONOMICA

  • Vogliamo un’economia libera in cui siano impedite posizioni di monopolio, come quelle assunte da alcune multinazionali in grado di alterare il mercato e l’informazione sulla loro azione.
  • Allo stesso modo vogliamo sia garantita un’informazione libera. I paesi del G8 devono promuovere leggi che garantiscano a livello nazionale e internazionale la pluralità dei media e degli editori, vietando monopoli, per permettere una libertà responsabile a tutti i cittadini.
  • Vogliamo un’informazione trasparente anche sulle caratteristiche dei prodotti alimentari in generale e in particolare degli organismi geneticamente modificati.

LA SCIENZA PER TUTTI

  • Vogliamo che sia finanziata fortemente la ricerca pubblica in campo sanitario, per rendere possibile la produzione di farmaci per le malattie diffuse tra le popolazioni più povere.
  • In particolare vogliamo siano moltiplicati gli sforzi per rendere i farmaci per la cura dell’AIDS accessibili a tutti coloro che sono infetti, in Africa e ovunque, a cominciare dalle donne incinte prima e dopo il parto
  • Vogliamo regole che consentano produzione e distribuzione dei medicinali a costi sostenibili per le popolazioni più povere. Questo significa affrontare anche la questione della riforma della proprietà intellettuale

A Tor Vergata abbiamo ascoltato le parole del Papa.

«Cari amici, vedo in voi le “sentinelle del mattino” (cfr Is 21, 11-12) in quest’alba del terzo millennio. Nel corso del secolo che muore, giovani come voi venivano convocati in adunate oceaniche per imparare ad odiare, venivano mandati a combattere gli uni contro gli altri. Oggi siete qui convenuti per affermare che nel nuovo secolo voi non vi presterete a essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete a un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame; restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti.»

E’ esattamente quello che vogliamo fare.

Acli, Azione Cattolica, Gioc, Pax Christi, Focolarmi, Agesci, Comunità di S. Egidio, Focsiv e altri

Tempo di paura o primavera di amore?
Atomo: trionfo dell’uomo, o patibolo dell’umanità?
Padroni ormai di una particella della tua potenza,
siamo qui davanti a Te, deboli, fragili,
più poveri che mai.
Vergognosi delle nostre coscienze corrotte,
dei nostri cuori spezzati.
Signore, abbi pietà di noi.
Abbiamo costruito chiese,
ma la nostra storia parla di guerre senza fine.
Abbiamo costruito ospedali,
ma ci siamo rassegnati
davanti alla fame dei nostri fratelli.
Perdono, per la natura calpestata,
per i boschi incendiati,
per i fiumi contaminati…
Perdono per la bomba atomica,
per il lavoro a catena,
per la macchina che divora l’uomo, per le bestemmie contro l’amore.
Sappiamo che Tu ci ami,
e a questo amore dobbiamo la vita.
Liberaci dall’asfissia del cuore e del corpo. Che per l’avvenire i nostri giorni
Non siano corrotti dall’invidia, dall’ingratitudine, dalla terribile schiavitù del potere.
Donaci la felicità di amare il nostro dovere.
Nel mondo c’è bisogno di milioni di medici: muovi i tuoi figli perché si dedichino a curare.
Nel mondo occorrono milioni di maestri:
muovi i tuoi figli perché si dedichino ad insegnare.
La fame tormenta i tre quarti dell’umanità: in cento anni
gli uomini hanno combattuto cento guerre.
Signore, non c’è amore senza l’amore tuo. Fai che ogni giorno e per tutta la vita,
siamo fratelli senza frontiere.
Gli ospedali saranno, allora, le tue cattedrali,
i nostri laboratori i testimoni della tua grandezza.
Allora, senza accettare altre tirannie,
se non quella tua bontà,
la nostra civiltà, tormentata dall’odio, dalla violenza, dal denaro… fiorirà di nuovo pace e giustizia.
Come l’alba richiama l’aurora e poi il giorno, voglia il tuo amore che i figli del nuovo millennio
nascano nella speranza, crescano nella pace,
e si spengano finalmente nella luce,
per incontrare Te, Signore,
Te che sei la vita.

Raoul Follereau