Osservatorio permanente delle povertà e delle risorse

OSSERVATORIO PERMANENTE DELLE POVERTA’ E DELLE RISORSE

Durante un recente Convegno Pastorale diocesano il Vescovo, nelle conclusioni di sintesi, accennò al Samaritano che “vide ed ebbe compassione” e commentò che è necessario “vedere”, “leggere” per ” conoscere” e poi “agire”.

Già il 4 Marzo 1998, il Vescovo, nell’introdurre il Convegno Diocesano per gli Operatori della Carità, sottolineò la necessità di “conoscere sempre più la realtà della povertà perché la Chiesa nasce e vive della carità. Per questo- disse- sarà necessario dar vita nella nostra Diocesi ad un Osservatorio Permanente”.

Anche nel libro di promulgazione del Sinodo Diocesano, si legge: “si richiede di conoscere in profondità le diverse situazioni di povertà presenti nel nostro territorio con l’istituzione di un Osservatorio Permanente come strumento indispensabile di partecipazione”( n. 400).

Per rispondere a questo bisogno, la Caritas ha attivato un gruppo di lavoro.

L’osservatorio non è una operazione isolata condotta da specialisti, è la Chiesa locale che si assume la responsabilità di leggere il territorio per dare indicazioni agli Operatori ecclesiali e civili.
È uno strumento pastorale finalizzato alla testimonianza della Carità per promuovere un cambiamento culturale.
Rileva in modo regolare la situazione dei bisogni e delle risorse del territorio. Interpreta, valuta, discerne le dinamiche sociali che più interpellano la coscienza cristiana.
L’Osservatorio ha bisogno di collaborazione sia da parte dei sacerdoti, per la particolare conoscenza che hanno delle realtà sul territorio, sia da parte dei gruppi di volontariato, delle aggregazioni ecclesiali e delle strutture pubbliche.

La Caritas Diocesana attraverso un Gruppo di lavoro, coordinato dalla responsabile del Centro di Ascolto Diocesano e sostenuto dal lavoro di rete, 
ha svolto un’indagine su alcune emergenze e povertà nel nostro territorio e sulle risorse e risposte esistenti.

[ 1 – DATI DEMOGRAFICI ] 

La provincia di Viterbo si estende in un territorio di 3.612 Kmq, l’andamento demografico degli ultimi anni è descritto dal seguente grafico.

dettagliato nella seguente tabella: 

Il territorio della diocesi abbraccia una superficie di 2.161,27 Kmq, 
per una popolazione complessiva di 181.116 abitanti, distribuiti su 35 comuni e 96 parrocchie .

Il centro abitativo più numeroso è Viterbo, con circa 67.000 abitanti, il cui bilancio demografico è illustrato nella seguente tabella (
Dati provenienti da indagini effettuate presso gli Uffici di Anagrafe. Elaborazione su dati Istat).

che mostra come il saldo interno sia ormai sempre più negativo e la crescita è assicurata soltanto dagli ingressi di persone immigrate.

Le famiglie a Viterbo sono 30.245 e sono cresciute nel corso degli anni sia per l’aumento della popolazione residente che 
a causa della riduzione del numero medio dei suoi componenti, 
passato da 2,56 a 2 negli ultimi 10 anni (Interlinea soc. coop. “La famiglia a Viterbo – spunti per una riflessione basata sui dati”. Viterbo 2014)

Il territorio: dati demografici relativi agli immigrati 

Vista la preponderante presenza di immigrati tra gli utenti delle due sedi di realizzazione del progetto, è doveroso dedicare un sotto-paragrafo specifico alle caratteristiche generali del fenomeno dell’immigrazione straniera nella regione Lazio e nella provincia viterbese.

Il Lazio è la quarta regione per consistenza del fenomeno dell’immigrazione dopo Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, 
con circa l’11% degli stranieri presenti sul territorio nazionale, per un totale di 477.544 unità al 31dicembre 2012 (Istat), 
passati a ben 636.524 al 1° gennaio 2015
, pari al 10,8% della popolazione residente.

La distribuzione per area geografica di cittadinanza è illustrata nel seguente grafico

La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 35,3% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, 
seguita dalle Filippine (7,0%) e dal Bangladesh (4,9%).

La popolazione straniera residente in provincia di Viterbo al 1° gennaio 2015 è illustrata nel seguente grafico.

Gli stranieri residenti in provincia di Viterbo al 1° gennaio 2015 sono 30.028 e rappresentano il 9,3% della popolazione residente.

La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 48,3% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, 
seguita dall’Albania (5,4%) e dal Marocco (4,0%).

Distribuzione per area geografica di cittadinanza

Rispetto agli altri Comuni della provincia, Viterbo risulta essere la città con il più alto numero di cittadini stranieri.

Riportiamo nella tabella sottostante i dati riferiti a tutti i Comuni.

Distribuzione immigrati nei comuni

 


[ 2 – SITUAZIONE ECONOMICA ]

Come evidenziato dal 14° Rapporto sull’economia della Tuscia viterbese (2013), negli ultimi anni lo sviluppo economico della provincia di Viterbo ha registrato una dinamica complessivamente negativa, di circa il 3%. A livello settoriale si consolida il peso del terziario che nel 2012 contribuisce per il 78% alla produzione di ricchezza, segue l’industria in senso stretto (9,2%), le costruzioni (6,8%) e, infine, l’agricoltura (6,1%). 

Dal Rapporto EU.R.E.S. 2012 sullo stato delle province del Lazio, risulta che, in merito ai singoli indicatori, le più forti criticità caratterizzano il mercato del lavoro (che vede il Lazio in 200a posizione su 268 regioni), la qualità dell’Istruzione post secondaria (108° posto) e il livello di innovazione (89°). 

La crisi accresce lo squilibrio economico tra i territori e i cittadini del Lazio riducendo il Pil del 4,9% dal 2007 al 2009. Il PIL pro capite è 29.400 euro nel Lazio, 21.700 in provincia di Viterbo (-2,3%). 

Il tasso di disoccupazione giovanile presenta nel Lazio un indice (33,7% nel 2011) nettamente superiore alla media UE27 (21,4%).

Considerando i dati relativi al II trimestre 2012, il numero dei disoccupati raggiunge nel Lazio le 251.000 unità, con un aumento congiunturale di oltre 70.000 disoccupati (erano 180.000 nel II trimestre 2011), il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) ha raggiunto il suo massimo storico dal 2004, attestandosi al 33,7%. 

A livello provinciale i dati più negativi sono quelli di Viterbo, dove la disoccupazione giovanile sale al 43,4%, seguita da Roma, che con un incremento di 5,6 punti raggiunge il 36,1%. 

Dati più aggiornati sono raffigurati nel seguente grafico, redatto dalla Camera di Commercio di Viterbo, che mostrano un drammatico trend negativo.

 

Le situazioni di disagio economico sul territorio sono sintetizzate da tabelle e grafici prodotti dal Report ISTAT LA POVERTÀ IN ITALIA Anno 2014 (Luglio 2015).

 Incidenza della povertà assoluta per regione (anni 2013-14)

Incidenza della povertà assoluta per ampiezza, tipologia familiare, numero di figli minori ed anziani presenti in famiglia(anni 2013-14, valori percentuali)

Simili sono i dati della povertà relativa, che omettiamo per brevità.

Per la conoscenza delle altre statistiche aggiornate, si visitino le singole sezioni del menù COSA FACCIAMO

Per informazioni
Caritas diocesana di Viterbo

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